Il Fvg riaccende i motori

I segni di un'inversione di tendenza ci sono tutti. Il fatturato aggregato delle prime 500 imprese del Friuli Venezia Giulia parla finalmente di una crescita sostenuta dopo anni di difficoltà e incertezze.
In termini aggregati le imprese top della Regione fatturano nel 2014 28,6 miliardi di euro contro i 27,3 miliardi del 2013: una differenza di 5 punti percentuali che conferma al rialzo i segnali di recupero registrati dalle top 500 nell'anno precedente (+0,8% fra il 2013 e il 2012).
A rinforzare l'ottimismo vi sono altri numeri particolarmente significativi: la numerosità delle imprese che registrano fatturati in crescita (il 65% delle top 500) e l'aumento della redditività delle vendite (da 2,5% a 2,7%), valore quest'ultimo a lungo compresso durante gli anni della crisi post 2008.
I risultati dell'analisi dei bilanci delle principali aziende del Friuli Venezia Giulia non sono isolati. Trovano conferma nei dati macroeconomici forniti dai principali istituti di ricerca italiani: il Friuli Venezia Giulia ha visto il proprio Prodotto interno lordo crescere dello 0,8% nel 2014, trainato in modo sostanziale dalla crescita dell'export (+5,3%) e, in parte più contenuta, dalla ripresa dei consumi delle famiglie (+0,6%).
Per l'anno 2015, le previsioni propongono un quadro ancora più ottimistico: una crescita del Pil dello 0,9% spinta da un export in crescita dello 7,3% e di un aumento dello 0,9% degli investimenti.
Se è vero che il quadro complessivo dello stato di salute delle imprese della Regione sembra in netto miglioramento, è altrettanto vero che molti segnali suggeriscono una certa prudenza. In primis, il quadro geopolitico a livello internazionale.
Le tensioni internazionali di queste settimane unite alle crisi registrate in diverse economie emergenti impongono una particolare attenzione.
In questi anni, il principale fattore di crescita delle imprese è stato l'export, spesso orientato verso paesi che hanno definito a una nuova geografia di riferimento per le imprese: crisi regionali particolarmente acute potrebbero generare sbalzi repentini di domanda in aree strategiche per la crescita delle imprese costringendo gli operatori a importanti e costose riorganizzazioni a livello commerciale.
A oggi le stime del Fondo Monetario Internazionale parlano di un commercio internazionale ancora in crescita per gli anni a venire, soprattutto nei mercati emergenti (+5,3%).
Alle imprese rimane tuttavia l'onere di operare gli aggiustamenti necessari per cogliere le opportunità di uno scenario in continua evoluzione. Su questo fronte è opportuno immaginare uno sforzo dell'amministrazione regionale per fornire al mondo delle imprese un quadro delle criticità e dei rischi sullo scacchiere internazionale in modo da accompagnare al meglio le imprese che operano sui mercati maggiormente a rischio.
Altro aspetto critico riguarda le profonde trasformazioni tecnologiche che stanno caratterizzando la manifattura europea. Il mondo della produzione industriale sta conoscendo cambiamenti sostanziali dovuti principalmente all'importanza crescente del digitale nelle innovazioni di processo e di prodotto praticamente in tutti i settori industriali.
Tutte le imprese del Made in Italy, non solo in Friuli Venezia Giulia, saranno a breve chiamate ad attrezzarsi per gestire al meglio questi importanti cambiamenti in modo tale da tenere il passo con i principali concorrenti internazionali.
L'introduzione delle tecnologie della manifattura digitale insieme alle opportunità offerte dalla gestione di basi di dati generati da macchine e prodotti sempre più interconnessi richiederà investimenti importanti e nuove competenze da inserire nelle imprese e nei servizi. In Germania, la sfida è stata raccolta e sintetizzata nella parola d'ordine "Industria 4.0".
É legittimo immaginare che per i settori di specializzazione in cui operano le imprese della Regione, in particolare il comparto delle macchine utensili e quello dell'arredo-casa, vi sia l'impegno della Regione a costruire orizzonti comuni favorendo nuovi collegamenti fra il mondo della ricerca e quello delle imprese.
Se è vero che le sfide cui sono chiamate le imprese del Friuli Venezia Giulia sono sfide impegnative, è altrettanto vero che una imprenditorialità giovane e dinamica sta dimostrando vitalità e capacità di internazionalizzazione.
Guardando i nuovi entranti della Top 500 si trovano i profili di imprese della meccanica e dell'arredamento che hanno intrapreso con successo un percorso di rinnovamento che ne ha decretato il successo sui mercati di tutto il mondo.
Molte imprese che quest'anno sono entrate nella classifica, pur appartenendo ai settori della tradizione manifatturiera della Regione (e del Nord Est in generale) sono i protagonisti di un nuovo modo di organizzare e promuovere la manifattura.
Sono proprio alcuni di questi nuovi entranti, con percentuali di crescita del fatturato spesso sorprendenti, a suggerire un vero ottimismo sulla crescita futura dell'economia della Regione.
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