Industria fuori dal tunnel

Se le prime 500 imprese del Friuli Venezia Giulia fossero un'unica grande impresa il 2014 si sarebbe chiuso con ricavi in crescita del 4,7%. Allargando il campione alle prime 600, in modo da considerare anche le imprese con fatturati attorno ai 10 milioni di euro il dato addirittura migliorerebbe: +5%.
Un dato importante se si considera che in regione, lo scorso anno, la crescita dei ricavi si è attestata sotto l'1%. A questo va aggiunto che il ritorno alla crescita dei ricavi è un fenomeno che non interessa solo alcune grandi imprese ma appare generalizzato e diffuso poiché nel 2014 il 65% delle aziende ha ricavi superiori rispetto a quelli dell'anno precedente.
Maggiori ricavi ma anche notizie positive sul fronte della redditività. Il valore mediano del ROS (Return on sales), l'indicatore che esprime la redditività delle vendite cresce, di poco, ma cresce da 2,5% a 2,7%.
Anche se la variazione positiva interessa poco più della metà (56%) delle imprese considerate il dato è importante perché testimonia un'inversione di tendenza. Le analisi condotte da Fondazione Nord Est sui bilanci delle imprese italiane negli anni successivi alla brusca caduta del 2008 hanno evidenziato un progressivo deterioramento della redditività, anche da parte delle imprese che sono riuscite a mantenere inalterato il volume dei propri ricavi o addirittura a farlo crescere. In altre parole, la capacità di difendersi o di crescere sui mercati è andata a discapito della redditività.
Uno scenario che appare coerente con condizioni sul fronte della concorrenza sempre più aspre e difficili che le imprese segnalano sia sui mercati nazionali ma soprattutto all'estero. I bilanci del 2014 evidenziano, quindi, un'inversione di tendenza, o forse, più cautamente, che la caduta della redditività si è arrestata.
Attraverso i bilanci delle imprese Top500 è possibile provare a tratteggiare l'andamento dei settori più importanti per l'economia della regione.
Il 2014 è stato un anno positivo per il settore della logistica. I ricavi aggregati delle imprese del comparto sono cresciuti di più del 14% con il 70% dei bilanci che evidenzia una crescita. Sostanzialmente stabile la redditività. Sono cresciuti anche i ricavi delle imprese TOP500 nel settore delle macchine e apparecchiature: +6,2% i ricavi aggregati con un buon recupero della redditività; il ROS aumenta da 3,3% a 3,8%. Positive anche le performance delle imprese della metallurgia: i ricavi crescono nel 59% delle imprese e a livello aggregato fanno segnare +9,4%. In ripresa la filiera dell'arredamento, +11,3% i ricavi trainati dal buon andamento di alcune imprese che operano nel settore dei componenti.
Sostanzialmente stabili i dati che riguardano altri comparti come quello delle apparecchiature elettroniche (+0,2%). Segnala qualche difficoltà, invece, il comparto delle produzioni in metallo. Ricavi aggregati in diminuzione del 2% e più della metà delle imprese che dichiarano una riduzione dei ricavi.
I dati del 2014 indicano, quindi, che l'economia della regione sta uscendo dal tunnel infilato nel 2008? E' difficile affermarlo analizzando solamente i dati di bilancio delle imprese più grandi della regione. Va ricordato, infatti, che i dati Top500 forniscono indicazioni interessanti ma parziali perché dalla classifica sono ovviamente escluse le aziende che hanno cessato la propria attività durante l'anno e che presentano, quindi, andamenti negativi.
I dati macroeconomici sembrano però confermare gli elementi positivi che si colgono dai bilanci delle imprese considerati in questa analisi. Il Pil della regione è cresciuto dello 0,8% nel 2014 rispetto all'anno precedente e nel 2015 dovrebbe crescere di un ulteriore 0,9%. Sono variazioni minime, ma sicuramente migliori rispetto ai dati fatti registrare negli anni precedenti: -2,7% nel 2013 e -3,4% nel 2012. Sul dato generale pesano positivamente la crescita dei consumi delle famiglie (+0,6% nel 2014 dopo la caduta del 3,7% nel 2013) ma soprattutto il buon andamento delle esportazioni: +5,3% nel 2014. Secondo le più recenti previsioni il 2015 dovrebbe confermare se non rafforzare l'andamento dell'anno precedente. I consumi delle famiglie sono dati in crescita dell'1,2% e le esportazioni del 7,3%.
Un ulteriore elemento positivo è rappresentato dal ritorno degli investimenti. Per il 2015 si prevede una crescita del 0,9% dopo tre anni di caduta libera: nel 2014 il volume degli investimenti è di quasi il 20% inferiore rispetto a quello del 2011.
Il ritorno agli investimenti rappresenta una notizia importante soprattutto se confermata a livello nazionale anche in considerazione del fatto che una parte importante del settore produttivo regionale, quella delle apparecchiature e più in generale la filiera della meccanica, è concentrata nella produzione di beni destinati agli investimenti.
Nonostante questi dati e le previsioni positive per il 2015, alcuni recenti eventi quali l'incertezza dell'economia cinese, lo scandalo Volkswagen, la precaria situazione politica in Medio Oriente possono determinare importanti variazioni nell'andamento del commercio internazionale che appare, al momento, il più importante motore della crescita. Considerando anche questi elementi è difficile prevedere se il percorso di crescita timidamente iniziato negli ultimi due anni potrà confermarsi in futuro.
*Ricercatore Fondazione Nord Est docente di Economia dell’integrazione europea, Università di Padova
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