L'Orcolat cinquant'anni dopo: quella prima, terribile, scossa nel racconto del Messaggero Veneto

Grande partecipazione a Udine per la lezione-spettacolo dello storico Valerio Marchi. Le cronache dell'epoca e i testi di Borges fanno rivivere i drammatici giorni del terremoto

Giuseppe Beltrame

 

«Una serata che, insieme agli articoli che raccontarono l’Orcolat ai friulani, fa rivivere anche la storia del nostro giornale». Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, ha aperto così la lezione-spettacolo “Catastrofico terremoto in Friuli. La prima e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto” nella corte di palazzo Morpurgo.

L’evento si inserisce nel programma celebrativo per l’ottantesimo anniversario del nostro giornale e del cinquantenario dal 1976 ed è stato realizzato in collaborazione con l’associazione Leali delle Notizie, rappresentata per l’occasione da Silvia De Michielis.

Sul palco lo storico Valerio Marchi, ideatore e realizzatore del progetto, ha condotto i lettori tramite le righe del Messaggero nei drammatici giorni successivi alle scosse, accompagnato nella lettura dalla figlia Michela, in un simbolico passaggio generazionale tra chi ricorda e chi mantiene viva la memoria. La narrazione ha intrecciato ricerca storica, testimonianze giornalistiche, immagini e musica.

 

Dagli editoriali dell’allora direttore Vittorino Meloni, alle cronache degli inviati dell’epoca, il pubblico per più di un’ora è rimasto ipnotizzato nel ricordo di settimane di lavoro, collaborazione e, ovviamente, lacrime dei sopravvissuti. Letture e narrazione sono state intervallate dalle musiche della fisarmonica di Paolo Forte.

Lo storico ha poi ricordato curiosità e aneddoti dell’epoca, tra cui la solidarietà degli Stati Uniti, come dimostrato dall’arrivo dell’allora vicepresidente Nelson Rockefeller, e le righe che Jorge Luis Borges mandò al Mv due anni dopo l’Orcolat, donate nell’occasione proprio a Meloni. In una narrazione che ha riportato per una sera il Friuli al centro del mondo.

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