I giovani che aiutavano, i più grandi che scavavano a mani nude, tutti in prima linea per il Friuli: i racconti del terremoto 50 anni dopo
C'erano un po' tutti, di ogni età, arrivati da ogni parte d'Italia. Come gli “angeli di Guasticce”. Marco, Stefano, Susanna, Paolo e Marco bis avevano 17 o 18 anni quando appresero quanto era accaduto in Friuli. Anche loro in aiuto dei terremotati, anche loro accorsi per aiutare i gemonesi, per offrire una mano al Friuli. In quella notte di paura c'era anche un giovanissimo Mario Neopensi, scaraventato fuori casa dalla scossa e salvatosi solo perchè atterrato sul tettuccio di una Fiat 500. C'era, a distanza, anche Andrea Lampo di Biella: la sua famiglia ne ospitò una proprio di Gemona: la soliderietà impiegò poco a valicare i confini regionali. E c'era, al tempo a Gemona per il servizio militare, anche Fabrizio Bettin: "Tre giorni senza sosta ad aiutare la gente. Trovammo morti e feriti, ma anche la dignità di un popolo che non pianse, preferendo ringraziarci. Ringraziare noi e chiunque li aiutasse in quei tragici momenti".
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