
A Gemona la messa in ricordo delle vittime del terremoto, il messaggio di Papa Leone: «Grazie a chi portò i soccorsi»
Le celebrazione officiata dal Cardinale Zuppi davanti a circa 5 mila fedeli. Il presidente della Cei al Teatro Sociale di Gemona: «Stiamo cedendo troppo alla logica della forza e non crediamo a quella del dialogo»
«Ricordiamo chi ha perso la vita e omaggiamo quanti, da diversi paesi, portarono soccorso affiancando la solerzia instancabile delle comunità locali, che ha consentito una ripresa rapida della vita e una ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile». Con questo messaggio di Papa Leone si è aperta la celebrazione della messa di commemorazione delle vittime del terremoto del Friuli, alla caserma Goi Pantanali di Gemona. Ad assistere alla liturgia, presieduta dal presidente della Cei Matteo Maria Zuppi, circa 5 mila fedeli.
Una giornata, quella di Zuppi, che a Gemona è iniziata già dalla mattinata, quando il Cardinale ha incontrato i giovani e parlato alla stampa: «Del terremoto in Friuli ricordo il senso di solidarietà. Serve ripartire da quella forza che dimostrarono i friulani dopo il sisma». Lo ha detto il Cardinale Matteo Maria Zuppi a Gemona, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto, insieme all’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba.
Non è mancato un passaggio sui conflitti che caratterizzano il mondo di oggi «dobbiamo avere la determinazione di capire come stiamo inquinando il mondo con le guerre», unito all’invito a lavorare sulla prevenzione delle catastrofi naturali. «Direi che facciamo abbastanza poco, ho l'impressione che ragioniamo sempre sull'emergenza, ma non si può sempre vivere nell'emergenza» .
Al Teatro sociale di Gemona è poi andato in scena l’incontro “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, organizzato dal Messaggero Veneto. Il presidente della Cei ha dialogato con il condirettore del Gruppo Nem con delega al Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini e con il vicedirettore del settimanale diocesano La Vita Cattolica, Giovanni Lesa (è possibile rivedere la diretta video a questo link).
Tra i moltissimi temi affrontati, il cardinale è tornato a parlare di guerre: «Stiamo cedendo troppo alla logica della forza e non crediamo in quella del dialogo. La diplomazia non è “mangiare un pasticcino” — sottolinea — ma un lavoro da palombari: bisogna andare a fondo nei problemi». Un impegno che, osserva, oggi è sottovalutato: «Investiamo troppo poco sul dialogo, ed è pericoloso. Se prevale solo la logica del riarmo, si innesca una spirale perversa che produce altro riarmo». Il cardinale non nega il tema della difesa, ma invita a un equilibrio: «Se mettiamo risorse lì, dobbiamo metterne altrettante nel dialogo: cultura, istruzione, confronto. E dialogo vuol dire anche parlare con chi fa la guerra».
Evento Live
Zuppi sulle guerre: "Stiamo cedendo alla logica della forza"
Al Teatro Sociale di Gemona l'incontro con il Cardinale Zuppi, segui la diretta video
Dopo quasi due ore, termina la cerimonia
L'omelia di Zuppi: "Le giornate del terremoto sono state una lezione per l'Italia"
La messa si apre con il messaggio di Papa Leone: "Grazie a chi portò i soccorsi"
Inizia la celebrazione: Zuppi accompagnato all'altare “Alleluia” in friulano
La Goi Pantanali già quasi piena per la messa di Zuppi: il punto da Gemona
Messa di Zuppi, in arrivo i primi fedeli
Zuppi: "Catastrofi naturali e conflitti, serve prevenzione"
Zuppi: "Ripartire dalla forza dei friulani nel post terremoto"
Zuppi: "Del terremoto in Friuli ricordo la solidarietà"
Zuppi è arrivato a Gemona, l'incontro con i ragazzi
Zuppi sull'immigrazione: "La prima risposta è salvare la vita"
«La prima risposta è salvare la vita». Sul tema dell’immigrazione il cardinale Matteo Maria Zuppi sceglie un punto di partenza netto, rispondendo al direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini: «Se qualcuno è in mezzo al mare, lo si aiuta. Altrimenti annega, come purtroppo avviene sempre più spesso». Un richiamo alla responsabilità che si accompagna a una constatazione: «Ci stiamo abituando a scandalizzarci di meno, così come accade per chi muore di fame o di sete. Ma questo non è accettabile». Guardando oltre l’emergenza, Zuppi invita a superare le contrapposizioni: «Basta polarizzazioni che non affrontano i problemi reali». E porta esempi concreti: «Oggi mancano circa 750 mila lavoratori in diversi settori, e nell’agricoltura i raccolti restano nei campi per carenza di manodopera». Da qui l’invito a uscire da una logica difensiva: «Cosa vogliamo fare da grandi? Abbiamo tanto, ma a chi lo lasciamo? Da una parte non facciamo figli, dall’altra alziamo muri». Un paradosso che, ricorda citando dati recenti, porta a definire l’Italia «un Paese in via d’estinzione». Difendere le proprie radici, conclude, non significa chiudersi: «Le radici si difendono vivendole. Altrimenti è una difesa vuota. E accogliere non vuol dire cancellarle». Solo guardando al futuro, osserva, «si possono superare le paure».
Zuppi sulle guerre: "Stiamo cedendo alla logica della forza"
«Stiamo cedendo troppo alla logica della forza e non crediamo a quella del dialogo». Il cardinale Matteo Maria Zuppi, rispondendo a Paolo Mosanghini sul ruolo della diplomazia nei conflitti di oggi, richiama con forza l’esperienza maturata anche con la Comunità di Sant’Egidio, dalla mediazione in Mozambico alle crisi attuali. «La diplomazia non è “mangiare un pasticcino” — sottolinea — ma un lavoro da palombari: bisogna andare a fondo nei problemi».
Zuppi sulle guerre: "Cediamo troppo alla logica della forza, non crediamo a quella del dialogo"Zuppi al Teatro Sociale: "Serve ricostruire le relazioni"
La ricostruzione non è qualcosa di astratto: la vera domanda è per chi lo faccio». Il cardinale Matteo Maria Zuppi entra nel cuore della memoria del terremoto del Friuli, rispondendo al direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini sul bisogno, oggi, di una ricostruzione morale. «Se ci sono solo io — osserva — o se faccio tutto da solo, è rischioso: divento io il criterio». Un richiamo netto contro la logica della solitudine e della concentrazione del potere: «È pericoloso che sia uno solo a decidere, lo vediamo anche oggi nel mondo: è la logica della forza». Per Zuppi la strada è un’altra: «Bisogna ricostruire le relazioni». Un tema che si intreccia con il ricordo del sisma del 1976: «Allora si scoprì una grande solidarietà. Oggi siamo più soli, più individualisti, e l’individualismo fa male, rovina la persona». Da qui anche una riflessione sul territorio di confine: «Può essere muro o ponte. Per fortuna per la nostra generazione le frontiere sono diventate cerniere, ma qui i nostri nonni si sono combattuti e molti non sono tornati». Quindi l’invito che guarda al futuro: «Se ricostruiamo le relazioni, non avremo paura. E forse faremo tanti “fruts”».
Al Teatro Sociale di Gemona l'incontro con il Cardinale Zuppi, segui la diretta video
«Vescovo di strada? No: un vescovo deve stare per strada per forza, ma anche in ufficio». Risponde così il cardinale Matteo Maria Zuppi, protagonista questa sera al Teatro Sociale di Gemona, all’inizio del dialogo con il direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini e Giovanni Lesa. Un passaggio che arriva subito dopo la domanda sul senso di una definizione spesso associata alla sua figura, e che Zuppi ridimensiona: «Rischia di essere una definizione esteriore. Spero che tutti i vescovi stiano per strada, ma anche in ufficio».
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I fedeli raccontano l’Orcolat: «Non ci fu tempo per la disperazione»
Dopo quasi due ore, termina la cerimonia
Con la benedizione impartita ai fedeli dal cardinale Matteo Maria Zuppi si è conclusa, dopo quasi due ore, la messa in suffragio per le vittime del sisma del 1976 e per il ringraziamento di quanti aiutarono. Una celebrazione partecipata nella sua solennità, che ha coinvolto non soltanto i residenti nei paesi colpiti cinquant’anni fa dal terremoto, ma anche e soprattutto tanti giovani, arrivati dalle parrocchie di tutta la diocesi. Impeccabile l’organizzazione e nulla da segnalare sotto il profilo dell’ordine pubblico: soltanto a messa finita la Croce Rossa ha prestato soccorso a una persona che, forse per il gran caldo, ha avuto un mancamento.
La consegna degli omaggi alle autorità
Prima delle benedizione con cui si sta per concludere la cerimonia, ha preso la parola il direttore del Consiglio pastorale diocesano di Udine, Michele Armellini, che ha ringraziato monsignor Lamba (“Che ci guidi ancora in questa ricostruzione”), il cardinale Zuppi, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, le autorità civili e militari, i volontari e le maestranze. È stato consegnato un omaggio, una replica dell’angelo di Santa Maria di Castello di Udine, tra gli altri a Fedriga, al prefetto di Udine Domenico Lione, al questore di Udine Antonio De Lorenzo, al comandante della Julia, Francesco Maioriello, al rappresentante dei Carabinieri, il tenente colonnello Bigica, al sindaco di Gemona Revelant, al rettore dell’Università di Udine, Montanari, aldirettore della Protezione civile Aristei, a Giuseppe Diana e
Cassandra Pisnoli per il mondo scout, al presidente del gruppo Alpini di Gemona Ivo Del Negro, al parroco di Gemona, don Valentino Costante. Lamba ha poi consegnato lo stesso presente ai vescovi concelebranti. “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, ha concluso Armellini. Poi il cardinale Zuppi ha ringraziato chi si è impegnato per la celebrazione e i fedeli: “Qua si mescola chi ha aiutato e chi è stato aiutato”.I volontari della Protezione civile distribuiscono bottiglie d'acqua
Mentre la celebrazione si avvia alla conclusione, con la liturgia eucaristica scandita da un silenzio quasi commovente al momento della consacrazione, i volontari di Protezione civile e scout hanno intensificato la distribuzione delle bottigliette d’acqua (rigorosamente stappate): fa caldo e i fedeli sono in piena battuta di sole.
Alla cerimonia presenti moltissime autorità
A seguire la cerimonia i rappresentanti di tutte le istituzioni civili e militari oltre a 200 sacerdoti. Tra gli altri sono presenti il ministro Ciriani, il presidente Fedriga, gli assessori Riccardi e Zilli, i consiglieri Moretuzzo, la senatrice Rojc, i deputati Rizzetto, De Monte e Savino, Iacop il rettore Montanari, il prefetto Lione e tantissimi sindaci
L'omelia di Zuppi: "Le giornate del terremoto sono state una lezione per l'Italia"
“Il terremoto distrugge, il terremoto rimette insieme. Quelle giornate sono state una lezione per l’Italia. Vorrei che dal Friuli partisse un segnale per l’Europa e per il mondo: non si perse tempo in divisioni inutili. In quei giorni nacque la protezione civile, le Caritas impararono moltissimo”. Monsignor Zuppi nella sua omelia ha citato il poeta Pierluigi Cappello e il vescovo del terremoto, monsignor Alfredo Battisti. “Mandi! E ci sentiamo subito a casa”, ha iniziato la predica Zuppi, scherzando sul “patto tra il vescovo Lamba e il Signore, che ci ha regalato questa bella giornata: alla fine saremo tutti colorati!”. E poi ha annunciato la visita “al duomo di Venzone, me l’ha promesso monsignor Lamba: dodicimila pietre rimesse al loro posto”. E poi “la voglia di futuro” che ci fu dopo il terremoto: “Del resto i bimbi li chiamate fruts, frutti”.
Zuppi: "La ricostruzione post sisma un grande momento di unità di popoli"
Dopo la lettura della missiva di Papa Prevost, monsignor Lamba ha ringraziato i presenti, parlando di celebrazione che si svolge “in una cattedrale che ha il cielo come tetto, come il cielo fece per mesi da tetto alle nostre popolazioni colpite dal terremoto”. Zuppi, prima della benedizione dell’Acqua, ha ricordato come la ricostruzione post terremoto fu “un momento di grande unità di popoli”. Poi il cardinale ha benedetto i concelebranti e i fedeli con l’acqua santa, con rami d’ulivo a fare da aspersorio. Al ritorno sull’altare, il presidente della CEI ha intonato il Gloria.
La messa si apre con il messaggio di Papa Leone: "Grazie a chi portò i soccorsi"
Prima dell’inizio del rito, il vescovo di Udine Riccardo Lamba ha letto il messaggio fatto arrivare alla Chiesa friulana da Papa Leone XIV, trasmesso dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.
Ecco il testo integrale:
"Al Monsignor Riccardo Lamba, Arcivescovo Metropolita di Udine. Nel cinquantesimo anniversario del terremoto in Friuli, che ferì profondamente codesta terra, Papa Leone XIV si unisce spiritualmente alla celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinal Matteo Maria Zuppi, in suffragio delle numerose vittime e in ringraziamento per quanti, da diversi paesi, portarono soccorso affiancando la solerzia instancabile delle comunità locali che ha consentito una ripresa rapida della vita e una ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile.
Il Santo Padre assicura il suo orante ricordo per coloro che persero la vita, rivolgendo la sua consolante parola alle famiglie che ancora portano i segni di quel distacco dai loro cari.
Nell’evidenziare l’apprezzata solidarietà umana e cristiana manifestata in quella dolorosa circostanza dalle comunità italiane ed estere, il Sommo Pontefice auspica che la memoria di così tragico evento susciti il rinnovato impegno nella promozione dei valori della fraternità e della carità.
Con tali voti, Sua Santità affida l’intera popolazione friulana alla materna protezione della Vergine Maria e dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, mentre volentieri invia la Benedizione Apostolica, pegno della continua assistenza divina."
Inizia la celebrazione: Zuppi accompagnato all'altare “Alleluia” in friulano
Con la processione d’ingresso si apre la celebrazione per commemorare le vittime del terremoto: sacerdoti, vescovi e il cardinale Zuppi hanno raggiunto l’altare sul palco accompagnati dall’ “Alleluia” in friulano.
Francesca da Gemona e il ricordo del sisma: "Quella sera mia madre era al lavoro, pensavo non l'avrei più rivista"
La gemonese Francesca Cargnelutti aveva 11 anni il 6 maggio del 1976. Stava per andare a dormire, in Stalis, come tanti alle 9 di sera. “Mio padre invece si era appena alzato perché doveva iniziare il turno delle 22 alle Manifatture. Mia mamma a quella stessa ora finiva il suo, di turno, e doveva rientrare a casa. Sono stati momenti terribili. Pensavo non l’avrei più vista”. Lasciata la ragazzina con la sorella a una vicina di casa, il padre si avvia a piedi tra le macerie verso la fabbrica e incontra la moglie in centro. “Era scalza e spaventata. Avrva camminato tra le macerie e i morti, temeva di non vederci mai più. Invece ce l’abbiamo fatta” ha ricordato oggi Cargnelutti durante le celebrazioni alla Caserma Goi Pantanali
La Goi Pantanali già quasi piena per la messa di Zuppi: il punto da Gemona
A pochi minuti dall'inizio della celebrazione della messa di commemorazione delle vittime del terremoto, già migliaia di fedeli hanno preso posto nella caserma Goi Pantanali, dove si terrà la liturgia officiata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, insieme a 200 sacerdoti concelebranti. Da Gemona Christian Seu ci racconta tutti i dettagli.
La Goi Pantanali già quasi piena per la messa di Zuppi: il punto da GemonaUltime prove per i coristi che accompagneranno la messa
Ultime prove per il coro e i strumentisti che accompagneranno la messa. Diretti dal maestro Alessio Venier canteranno i coristi della Cappella musicale della Cattedrale di Udine, del
Coro Juvenes cantores della Cattedrale, del Coro Glemonensis, del Coro del Duomo di Gemona, del Coro giovanile del Duomo di Gemona, del Coro di Santa Margherita del Gruagno e del
Coro di Laipacco, accompagnati da trenta strumentisti dell’Orchestra giovanile dei Filarmonici friulani.Messa di Zuppi, in arrivo i primi fedeli
Ultimi preparativi a un’ora e mezza dall’inizio della celebrazione presieduta dal cardinale Zuppi. L’altare è stato allestito sul maxi palco che giovedì ospiterà anche il concerto di Andrea Bocelli. Svettano i gonfaloni del Comune di Gemona, della Regione e della Protezione civile regionale. Pronte anche decine di pissidi con le particole che saranno distribuite durante l’eucaristia. Intanto i primi fedeli iniziano a mettersi in fila per i controlli di sicurezza.
Messa di Zuppi a Gemona, le immagini più belle
























Ziani (Ana di Udine): "Nel 1976 durante i soccorsi rimasi tre giorni senza dormire"
"Per noi è un orgoglio essere qui oggi" riferisce il coordinatore della Protezione civile dell'Ana di Udine Luigi Ziani. "È senso del dovere, è memoria. Io alla Pantanali arrivai il 7 maggio del 1976 per dare una mano ai soccorsi. Ci rimasi tre giorni senza chiudere occhio e bevendo solo caffè. Sono immagini che restano indebili".
Ziani (Ana di Udine): "Nel 1976 durante i soccorsi rimasi tre giorni senza dormire""È pronta la pasta": a Gemona il pranzo dei 150 volontari della Protezione civile
"È pronta la pasta". È ora di pranzo alla caserma Pantanali. E i volontari della Protezione civile - in tutto oltre 150 - si siedono a tavola. Pasta al ragù, stucchi e una banana. Una pausa veloce prima di tornare in campo e seguire tutti gli aspetti logistici della giornata. Chi darà informazioni, chi farà assistenza alle persone diversamente abili, chi accompagnerà a prendere posto, chi gestirà l'arrivo delle auto ai parcheggi.
"È pronta la pasta": a Gemona il pranzo dei 150 volontari della Protezione civileZuppi incontra 600 giovani al Santuario di Sant'Antonio da Padova
Il Cardinale Zuppi sta incontrando 600 giovani nel Santuario di Sant'Antonio di Padova. I ragazzi stanno raccontano i “terremoti” della loro vita di fronte al presidente della Cei, all’arcivescovo di Udine, Riccardo Lamba e al rettore del santuario di Gemona, Padre Luigi.
Tra questi c'è Irene, una giovane pediatra che ha incontrato il dolore dei bambini e delle donne prive di cure sanitarie in Angola; Alessandra; atea che ha incontrato da adolescente la fede e ha visto cambiare completamente la sua vita; Emanuele, che per anni è rimasto intrappolato nelle cattive compagnie e nella dipendenza fino all’incontro con una suora che gli ha stravolto la vita e ha cambiato completamente il suo sguardo su di sé.
Zuppi: "Sul Referendum la Chiesa aveva chiesto unità, come quella che ci fu in Friuli dopo il sisma"
"Sul referendum la chiesa non ha preso posizione" ma ha soltanto sottolineato che occorreva "unità, come quella che c'è stata in Friuli per il terremoto" del 1976. "Bisogna fare qualcosa che serva per tutti", ha detto Matteo Maria Zuppi a una domanda sul referendum sulla Giustizia. "La Chiesa - ha proseguito Zuppi - aveva indicato tre punti: Attenzione all' equilibrio tra i poteri; andare a votare; provare a fare riforme in cui ci sia davvero il concorso di tutti, così come è accaduto per il terremoto in Friuli"
Zuppi: "Catastrofi naturali e conflitti, serve prevenzione"
"Direi che facciamo abbastanza poco, ho l'impressione che ragioniamo sempre sull'emergenza, ma non si può sempre vivere nell'emergenza". Così il Cardinale Matteo Maria Zuppi rispondendo alla domanda se oggi si faccia abbastanza per contrastare le catastrofi naturali, in riferimento a quanto da lui stesso dichiarato alcuni giorni fa sugli incidenti sul lavoro. "Dobbiamo aspettarci altri conflitti per scegliere la pace? - si è chiesto - Forse dobbiamo metterci con molta più determinazione per capire come stiamo inquinando il mondo con le guerre".
Zuppi: "Ripartire dalla forza dei friulani nel post terremoto"
"Ripartire dalla forza che i friulani mostrarono dopo il terremoto". Lo ha detto il Cardinale Matteo Maria Zuppi nel corso della conferenza stampa a Gemona: "Occorre unirsi in questo momento difficile di guerra e violenza".
Zuppi: "Del terremoto in Friuli ricordo la solidarietà"
"I mio ricordo del terremoto in Friuli? Il senso di solidarietà che nacque dopo la devastazione". Lo ha detto il Cardinale Matteo Maria Zuppi, nel corso della conferenza stampa che a tenuto a Gemona insieme alll'arcivescovo di Udine Riccardo Lamba.
Zuppi è arrivato a Gemona, l'incontro con i ragazzi
Il Cardinale Zuppi è arrivato a Gemona. Nella mattinata di oggi ha incontrato i ministranti e i ragazzi al Glemonensis. Zuppi ha detto ai ragazzi: "Sono contento di stare con voi in una data che è carica di tanta forza, i vostri nonni si sono messi all’opera per voi, per i “fruts” che siete voi".
Info utili per l'accesso alla messa
L’accesso all’area della celebrazione avverrà da via Armentaressa, dove saranno predisposti i “filtri” di ingresso con i controlli di sicurezza. All’arrivo a Gemona, i partecipanti dovranno esibire il pass (stampato o in formato digitale da smartphone) al personale preposto.
Come arrivare a Gemona in treno
Sul fronte ferroviario, per la messa del 3 maggio i treni della programmazione ordinaria con arrivo a Gemona del Friuli tra le 11.18 e le 15.22 avranno una capacità complessiva di 1.118 posti a sedere, al netto di quelli ordinariamente utilizzati. Per il ritorno, i treni della programmazione ordinaria tra le 17.19 e le 19.33 consentiranno il trasporto di 1.131 passeggeri seduti. A questi numeri si aggiungono i posti in piedi, che permettono un ulteriore incremento della capacità disponibile.
Come arrivare a Gemona in auto
Per chi arriverà a Gemona con l’automobile, il riferimento principale è il parco del Rivellino di Osoppo, da cui sarà attivo il servizio di bus-navetta verso l’area della celebrazione. Per poter partecipare alla messa è possibile prenotare gratuitamente il parcheggio al Rivellino e la navetta dedicata. Non sarà invece consentito raggiungere la Goi-Pantanali direttamente con l’auto.
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