In migliaia per l’addio a Pittini tra i suoi operai a Osoppo

OSOPPO. Non è bastato un capannone delle Ferriere nord a contenere l'abbraccio delle migliaia di persone che si sono strette attorno ai familiari di Andrea Pittini per rendere l'estremo saluto al Cavaliere.
Una folla composita. Tanti imprenditori che insieme al gemonese d'acciaio hanno percorso un tratto di strada, privata e ed economica, ma anche tanti primi cittadini, che alle esequie hanno partecipato indossando la fascia tricolore. Soprattutto tanti dipendenti.
Mentre nelle aziende della zona industriale le bandiere sono scese a mezz'asta, alle Ferriere nord l'attività si è fermata. Per 24 ore. Così i dipendenti hanno potuto partecipare alle esequie celebrate da monsignor Luciano Nobile, arciprete di Udine, e portare il loro ultimo saluto al Cavaliere.
Uno di famiglia. Uno al quale migliaia di lavoratori hanno voluto oggi dir grazie per la serenità e il benessere che Pittini, attraverso un lavoro nelle sue aziende, ha portato nelle loro case. Oggi come 50 anni fa.
Se ne va un gigante della siderurgia italiana ha detto salutando il Cavaliere il presidente di Federacciai Adriano Gozzi.
E se ne va un padre, che ha cresciuto i suoi figli con una convinzione inossidabile: «Il lavoro è il più grande dono che il Signore ha lasciato all’uomo» l’ha ricordato dal pulpito il figlio Federico, oggi al timone dell'impero costruito dal Cavaliere - 17 aziende e 1.700 dipendenti - che ha salutato tornando per un attimo il bambino con i calzoncini corti che correva in giro per la fabbrica caschetto in testa.
Si è fermato, ha preso fiato, cercato il coraggio dell'ultimo saluto. Quello di un figlio: «Ciao papà».
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