Il Comune celebra il ciclista Oreste Conte dedicandogli una via

È stato uno dei migliori velocisti degli anni Quaranta e dei primi anni Cinquanta. Un friulano vero, un autentico combattente, che non ha lasciato la sua bicicletta nemmeno quando imperversava la guerra.
Il Comune celebra, a 100 anni dalla sua nascita, il corridore ciclista Oreste Conte.
In occasione del memorial Bruno Orioli, domenica alle 14, l’amministrazione proseguirà con il progetto targhe storiche – nato con l’obiettivo di raccontare alla popolazione le personalità a cui sono intitolate le vie del comune – e scoprirà proprio la targa di via Oreste Conte, a Torreano.
È il secondo appuntamento dopo quello organizzato in occasione del 25 aprile, in via Pietro Martini, a Martignacco. Alla cerimonia saranno presenti gli amministratori comunali e l’Asd Libertas Ceresetto, storica realtà del ciclismo friulano.
«Sono passati cento anni dalla nascita del campione di ciclismo e l’occasione del memorial Orioli è davvero appropriata – commenta l’assessore allo sport Alex Pinzan –. Siamo molto affezionati al progetto targhe storiche del Comune, che ci permette di far conoscere ai cittadini i protagonisti nella Martignacco del passato. Quest’anno saranno scoperte anche le targhe in via Cavalieri di Vittorio Veneto, in via Lanfranco Gregoris e, all’ex cinema Impero, di Ernesto Mitri».
Oreste Conte, nato a Torreano il 19 luglio 1919 da una modesta famiglia di agricoltori, era un corridore dotato di stile e potenza. Dopo una carriera dilettantistica molto promettente, si aggiudica la Coppa San Geo del 1939. Scoppia la Seconda guerra mondiale: nonostante il momento drammatico e le difficoltà, lui continua a correre con la sua bicicletta.
Le sue doti di ciclista rapido gli consentono di emergere molto spesso sui traguardi delle tappe del Giro d’Italia: ne conquista complessivamente tredici in otto partecipazioni. Conte lega la sua carriera alla Benotto (che lo mette sotto contratto poco dopo aver conquistato il suo primo successo, nel 1944, con la Coppa Bernocchi), la Bianchi e la Bottecchia.
Nel suo palmares spiccano anche la Coppa Città di Monza del 1945 e la Milano-Modena del 1947. Nel 1950 mostra la sua migliore stagione: partecipa ai Mondiali in Belgio (ma c’è il ritiro della squadra azzurra) e vince la prima tappa del Giro d’Italia (Milano-Salsomaggiore) vestendo per una giornata la maglia rosa. Nel 1955 il corridore appende la bici al chiodo; viene a mancare l’anno successivo, il 7 ottobre del 1956. —
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