Vigonovo in lacrime per i funerali di Doris Cimolai
Chiesa gremita per l’ultimo saluto all’infermiera del paese, scomparsa un mese fa

Un intero paese in lacrime. Vigonovo ha accolto ancora incredulo la salma di Doris Cimolai, a quasi un mese dalla sua improvvisa scomparsa, sul sagrato della chiesa parrocchiale.
Tanta gente, che l’edificio sacro, gremito, ha faticato a contenere. Parenti, amici, semplici conoscenti, persone che avevano avuto modo di incontrare Doris, morta a 59 anni, magari una sola volta, ma che erano rimaste colpite dalla sua generosità, dall’altruismo con cui si prodigava per il prossimo, chiunque esso fosse. Chiunque avesse bisogno di un’iniezione, di un consiglio sanitario, di una “dritta”, magari prima di recarsi dal medico.
Sì, perché Doris era l’infermiera del paese. Lo era quando lavorava all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dove ha lavorato per 40 anni, al pronto soccorso prima e poi in Chirurgia, dov’era diventata caposala. Lo è stata anche da pensionata: oltre alla mamma anziana e in gravi condizioni di salute, si è occupata dei suoi concittadini, sempre con il massimo impegno, sempre con quel suo sorriso rassicurante che non mancava mai.
L’arrivo della salma è stato accolto sulle note di “Wish you were here” dei Pink Floyd, secondo un preciso volere di Doris, che, come ha ricordato il parroco don Fabio Magro, quando parlava del suo funerale esprimeva il fermo desiderio di poter essere accompagnata da quel brano. E all’uscita, da “The show must go on” dei Queen: erano le sue canzoni preferite. Momenti toccanti, come quelli che si sono vissuti in chiesa ascoltando le parole del sacerdote, «Trasmetteva sicurezza, serenità e voglia di vivere», delle colleghe e della nipote Sara: «Ci sei sempre stata, per tutti, e adesso daremmo qualsiasi cosa per averti di nuovo con noi, anche solo per un istante».
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