Sicurezza, impegno e memoria: vigili del fuoco riuniti in Friuli

Cominciato il raduno nazionale del Corpo che si tiene tra Udine e Gemona in ricordo dei 50 anni dal sisma

Chiara Dalmasso
La cittadella della sicurezza è stata aperta in piazza I maggio / Foto Petrussi
La cittadella della sicurezza è stata aperta in piazza I maggio / Foto Petrussi

“Con voi, tra di voi, per voi”: il motto del 29º raduno dell’associazione nazionale dei vigili del fuoco rinnova simbolicamente il patto siglato cinquant’anni fa con il Friuli, quando i pompieri divennero, insieme con la protezione civile e con i plotoni di sfollati rimasti senza nulla a causa del sisma, i primi attori della ricostruzione.

Ecco allora spiegato il motivo della scelta di Udine e del territorio friulano – Gemona in primis, ma anche Tramonti di Sotto – per ospitare la quattro giorni (fino a domenica) del raduno nazionale dei vigili del fuoco.

Cosa fa e come si diventa pompiere: a Udine e a Gemona il raduno nazionale dei vigili del fuoco, coinvolte anche le scuole

Il saluto della città

L’incontro inaugurale del raduno si è aperto, ieri in sala Ajace, con le parole dell’organizzatrice Eugenia d’Asta, che ha poi lasciato spazio alle autorità. «Siamo onorati di ospitarvi» ha detto il sindaco Alberto Felice De Toni «per quella che sarà una grande festa nel nome dei valori fondamentali dei vigili del fuoco, che con impegno e abnegazione si pongono al servizio della gente».

A fargli eco, in occasione del taglio del nastro della cittadella della sicurezza di piazza I Maggio, il vicesindaco Alessandro Venanzi: «I vigili del fuoco sono un punto di riferimento per la comunità friulana e per tutto il paese: primo presidio a cui guardare nell’emergenza, il loro ruolo va ben oltre». Un mestiere «a cui si arriva sull’onda della passione» ha aggiunto la comandante dei vigili del fuoco di Udine Alessandra Bascià, «e che si costruisce con l’esperienza, propria e altrui: è un onore riunirci qui oggi, in questa terra che ha dimostrato la capacità di ricostruirsi da zero».

L’associazione

«Con questo raduno vogliamo dimostrarvi la nostra vicinanza» ha esordito il presidente dell’associazione nazionale Enrico Marchionne, richiamando la necessità di ricordare le vittime e ringraziando chi ha reso possibile l’avvenimento: la presidenza del Consiglio e la Regione in particolare. Spazio allora al presidente onorario Gioacchino Giomi: «Con circa 11 mila iscritti, l’associazione si occupa, tra le altre cose, di diffondere la cultura della sicurezza e di mantenere vive le tradizioni dei vigili del fuoco, dal passato al presente e al futuro». Valori e tradizioni che guidano la pratica di tutti i giorni: «La sinergia con l’associazione ci consente di non disperderli» ha aggiunto Luigi Giudice, direttore regionale dei vigili del fuoco.

Le istituzioni

Presenti e partecipi all’inaugurazione anche il prefetto di Udine Domenico Lione, il questore Giuseppe De Lorenzo e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. «Il modello Friuli deve fare scuola per tutti» ha detto Lione, richiamando la parole del presidente della Repubblica sulla «coesione sociale» come base per il benessere della comunità.

«Cinquant’anni fa il Friuli ha goduto dell’aiuto prezioso di tanti enti e associazioni – dalla Croce rossa alla protezione civile, passando per i vigili del fuoco – che con impegno ed energica presenza lo accompagnarono nella rinascita» ha concluso Bordin.

Coinvolte le scuole

Lo straordinario legame che unisce la comunità friulana ai vigili del fuoco riguarda anche le scuole: nel corso della mattinata è stata premiata Elisa Dicara, studentessa del liceo artistico Sello, vincitrice del concorso grafico per la realizzazione del logo del raduno che mostra la sagoma di un vigile del fuoco che estrae un corpo dalle macerie, per valorizzare la speranza più che la tragedia, perché, come ha detto la stessa studentessa «dalle macerie si può rinascere».

 

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