Tinet da leggenda, conquista la Superlega. E il sogno del Pordenone Fc continua

Un trionfo storico per Prata e per il volley regionale. Nel calcio, neroverdi allo spareggio per la promozione in D

Alberto Bertolotto Rosario Padovano
Il tripudio dei tifosi della Tinet che hanno seguito gara-3 di finale al maxischermo e, nella foto di Ambrosio Petrussi, l’esultanza al Bottecchia di tifosi del Pordenone Fc
Il tripudio dei tifosi della Tinet che hanno seguito gara-3 di finale al maxischermo e, nella foto di Ambrosio Petrussi, l’esultanza al Bottecchia di tifosi del Pordenone Fc

Per completare la domenica dei sogni è mancata solo la ciliegina sulla torta: la promozione in serie D del Pordenone Fc. I neroverdi hanno fatto il proprio dovere, battendo l’Ufm al Bottecchia, ma al contempo ha vinto anche l’Lme col Fontanafredda: sarà perciò spareggio, un verdetto arrivato verso le 18, poco prima dell’incontro che ha segnato la storia della pallavolo friulana: a Pineto la Tinet Prata ha superato l’Abba, aggiudicandosi i play-off di serie A2 e salendo in Superlega, uno dei più prestigiosi campionati al mondo.

Volley, Tinet Prata nella storia: conquistata la promozione in Superlega
La Tinet Prata entra nella storia

Prata in delirio

Folla dei bei tempi al Bottecchia, mentre a pochi chilometri di distanza, a Prata, le strade erano deserte nel tardo pomeriggio. Per scaramanzia i tifosi della Tinet si erano ritrovati, come sette giorni prima, al bar Prissinotti. C’era più tensione per un asso sul tavolo che per la gara. Poi il video su Dazn si interrompe, alla fine riparte, giusto in tempo per godersi il trionfo.

Al PalaPrata, un’altra folla. Sono più di 500 a vedere la finale sul maxischermo, in tribuna c’è anche il sindaco Katia Cescon, e a pochi scambi dalla fine arriva tutto trafelato don Pasquale Rea, il prete-tifoso, impegnato in vicende parrocchiali fino a poco prima. Katalan mette giù l’ultimo pallone e scoppia il delirio. Si canta, si balla a più non posso.

È una festa mai vista. Anzi sono due: inizia quella grande con tutti i tifosi arrivati in pullman e con le automobili a Pineto. In videochiamata i giocatori parlano con i 500 del PalaPrata in tripudio. Tutti esultano quando il centrale triestino solleva il piatto del trionfo. Poi tutti fuori: esplodono i fuori d’artificio.

Infine il carosello fino in piazza Meyer. Sventolano le bandiere, transitano le automobili, arrivano sempre più tifosi. Don Pasquale Rea suona le campane a festa. Inizia la lunga notte di Prata, in attesa dei tifosi e della squadra. Prissinotti riapre dopo la canonica chiusura domenicale delle 20: calici a fiumi. Il trionfo è stato seguito dalla prima cittadina, Katia Cescon. «Sono felice della promozione in Superlega – ha detto, esultando –, quasi non ci crediamo. Prata, un comune che da sempre vive di pallavolo, entra nell’Olimpo del volley italiano. Oggi è il giorno della festa, della gratitudine e dell’orgoglio. Godiamoci fino in fondo questo risultato storico che resterà per sempre nella storia della nostra comunità». E di tutta la pallavolo regionale.

Bottecchia sold-out

A Pordenone, il glorioso Bottecchia era già pieno un’ora prima del fischio d’inizio: 2.500 persone tra ultras, tifosi della tribuna, sostenitori dei cantierini e alcuni ex neroverdi. Tra questi anche Carlo Marchetto, “vice” di Bruno Tedino In Lega Pro e serie B e Luca Magnino, giocatore ora all’Empoli e “ramarro” tra i cadetti. Atmosfera dei vecchi tempi, con il lieto fine per i ragazzi di Ciccio Campaner. Ora lo spareggio, sabato alle 17.30 al Boito di Monfalcone.

 

Una proposta avanzata dopo la gara dallo stesso presidente dell’Ufm, Rodolfo Lugli. Per i cantierini una sorta di “premio di consolazione” dopo questo finale di campionato, decisamente amaro se si considera che sono scesi al terzo posto in classifica negli ultimi 90 minuti dopo essere stati in testa per tutto il torneo. La scelta di Monfalcone come sede del match che decreterà la promossa in serie D, l’anticamera del professionismo, è arrivata dopo varie ipotesi avanzate a fine partita: dal Teghil di Lignano, già appaltato per i concerti, sino al Friuli-Bluenergy Stadium (domenica l’Udinese ospiterà la Cremonese) e al Tognon di Fontanafredda. I rossoneri locali, a tal proposito, disputeranno domenica i play-out con il Rive Flaibano, ma non solo: la soluzione, comprensibilmente, non era gradita all’Lme.

In fondo il Tognon è stata, pur per un breve periodo, la casa del Pordenone in serie C. A fine gara, direttamente da Genova e dall’adunata degli Alpini, è arrivato al Bottecchia anche il sindaco Alessandro Basso: «Sono orgoglioso e felice: Pordenone esulta», ha affermato. E ora la città attende la chicca finale. —

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto