Tesser applaude: «Brava Udinese, lanciati dei veri pezzi da novanta»

Il tecnico di Montebelluna promuove il collega Runjac per il lavoro fatto: «Davis è un attaccante di valore, Kristensen e Solet su ottimi livelli. Zaniolo, Ekkelenkamp e Atta hanno dimostrato doti importanti»

Stefano Martorano
Il tecnico Attilio Tesser e, a destra, il bianconero Nicolò Zaniolo (foto Petrussi)
Il tecnico Attilio Tesser e, a destra, il bianconero Nicolò Zaniolo (foto Petrussi)

«Sono stati valorizzati giocatori importanti, dei veri e propri pezzi da novanta, e per il futuro vedo già una decisa crescita nella mentalità di una squadra che sta finendo alla grande il campionato».

Proietta già l’Udinese nel futuro Attilio Tesser, l’esperto allenatore 68enne di Montebelluna che non ha bisogno di vedere come andrà a finire contro la “disperata” Cremonese in cerca della salvezza, domenica sera alle 20.45 al Friuli - Bluenergy Stadium, per completare il giudizio sui bianconeri maturato nel corso della stagione.

Tesser, serve aspettare le ultime due sfide con Cremonese e Napoli, oppure può già esprimere il giudizio sull’Udinese già approdata a quota 50 punti?

«Non serve aspettare perché il campionato dei bianconeri è stato molto, e sottolineo, molto positivo. Lo dicono più fattori, a cominciare dalla classifica che vede l’Udinese ancora in corsa per entrare tra le prime dieci».

E a chi guarda al bicchiere mezzo vuoto invece cosa risponde?

«I detrattori possono anche starci perché qualche deficit sulla continuità c’è stato, ma se restiamo ai risultati allora va sottolineato che non è da tutte le annate fare così tanti punti con le grandi, espugnare due volte a San Siro e battere Napoli e Roma in casa».

Dove è in arrivo la Cremonese, un’altra delle cosiddette “piccole” contro cui l'Udinese ha perso tanti punti, soprattutto ai Rizzi...

«Vero, ma nel conto vanno messe anche le difficoltà che si possono incontrare contro avversarie più chiuse rispetto al gioco di rimessa che praticato contro le big».

Restando a domenica, la Cremonese in cerca della salvezza come se l’aspetta?

«Sicuramente a viso aperto, sia per l’esigenza di dover vincere a ogni costo e sia per la mentalità del suo allenatore Giampaolo. La Cremonese si gioca tutto e sa che questa sarà una gara decisiva di una stagione cominciata bene e poi andata in calando, con grossi cambiamenti operati da una società che incarna i valori e la passione del cavalier Arvedi».

Oltre la classifica perché reputa positiva la stagione bianconera?

«Per una crescita della mentalità. Questo gruppo ha uno spirito di squadra affatto banale, anzi è solido e compatto, e lo si nota vedendo le partite. La squadra gioca in fiducia e sulla crescita delle prestazioni, specie dei pezzi da novanta come Davis, che ha dimostrato di essere un attaccante di valore, e poi di Zaniolo, Ekkelenkamp e Atta che hanno doti tecniche importanti, senza contare poi la difesa solida, con Kristensen e Solet su ottimi livelli».

Intanto mister Kosta ha centrato l’obiettivo dei 50 punti che aveva dichiarato due mesi fa...

«Bravo Runjaic e tanto di cappello per l’obiettivo, perché ha già migliorato di sei punti la classifica dello scorso anno riuscendo a tenere impegnata la testa dei giocatori sull’obiettivo. I 50 punti sono un bel bottino e adesso ci può stare anche di farne di più. Senza la preoccupazione della salvezza, e non potendo giocare per l’Europa, era importante stimolare sempre il gruppo, anche se non va dimenticato l'input che dà la società e anche l’importanza di avere un ex giocatore come Inler nel ruolo di direttore dell’area tecnica a contatto col gruppo».

A meno di sorprese Runjaic sarà al timone anche nella prossima stagione. Cosa dovrebbe raccogliere al terzo anno di mandato?

«Può entrare ancora più nella testa di questo gruppo che si è già consolidato e puntare sulla ricerca della continuità che porta a migliorarsi ulteriormente».

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