L’Apu Udine chiude il campionato con una netta sconfitta a Napoli

La squadra bianconera, con la testa già in vacanza, termina la sua prima stagione in serie A incassando una sconfitta per 98 a 71, tanto pesante quanto indolore 

Giuseppe Pisano
Un momento del match (Petrussi Castoria)
Un momento del match (Petrussi Castoria)

L’Apu saluta il campionato con una gita a Napoli. La squadra bianconera, con la testa già in vacanza, termina la sua prima stagione in serie A incassando una sconfitta tanto pesante quanto indolore in una partita giocata con un’intensità da amichevole di pre-season.

I partenopei si sono presi la vittoria con pieno merito, avendoci messo più voglia, anche per salutare il proprio pubblico nel modo migliore.

Al tirar delle somme Udine si piazza al tredicesimo posto, sorpassata all’ultimo turno sia dalla squadra di casa che da Treviso, che a pari punti dopo un finale di stagione incredibile ha la differenza canestri a favore nel doppio confronto.

Dettagli, la classifica finale non sposta il giudizio sul campionato dei bianconeri, capaci di costruire la propria salvezza con un ottimo girone d’andata, che ha permesso di attutire un ritorno in evidente frenata.

La gara disputata al Palabarbuto, o se preferite Alcott Arena, ha visto un’Apu sul pezzo soltanto nel primo quarto. Con Alibegovic in panchina per onor di firma e Christon utilizzato col contagocce (a causa di un malessere), il peso offensivo se l’è caricato sulle spalle il redivivo Dawkins, forse l’unico, oltre a Hickey (per lo stop di quattro mesi), che avrebbe voglia di giocare ancora e rimandare le vacanze. Il numero 24 bianconero sgancia quattro triple nel primo quarto e illude i sostenitori udinesi al seguito (una decina, encomiabili per attaccamento alla squadra) di poter finire l’annata festeggiando.

Invece sul 14-21 a favore dell’Apu la fiammella si spegne, fra errori ai liberi, palle perse e attacchi mal finalizzati, non avendo alternative al tiro da fuori di Dawkins. Un paio di stoppate di Spencer hanno soltanto rinviato la rimonta dei partenopei (privi di Mitrou-Long, infortunato a un dito), concretizzatasi a metà secondo quarto con Totè trascinatore e Flagg braccio armato del team di Repesa.

Alcune dormite difensive (28 punti subiti in 10’) hanno complicato ulteriormente le cose, e non è bastata una fiammata di Calzavara a fine secondo quarto per evitare di andare al riposo sotto di 6 punti (42-36). Con Spencer seduto in panca con tre falli a carico, la ripresa si è aperta con un’Apu volonterosa e un Mekowulu ispirato (6 punti in 3’), ma il sorpasso (44-46) firmato Dawkins è stato il più classico dei fuochi di paglia.

Al quarto fallo di Spencer coach Vertemati ha tentato la carta del quintetto piccolo, senza un “cinque” di ruolo, scelta che non ha pagato perché Caruso ha iniziato a banchettare nel pitturato ed El-Amin ha portato la mano a temperature torride (4/7 da tre).

La fotografia più eloquente della differenza di voglia viene scattata a metà dell’ultimo quarto: Christon cerca l’uno contro uno con Marshall, si becca una stoppata che avvia il contropiede solitario di Marshall.

Udine sprofonda fino a -27 e nel finale, prima che suoni l’ultima sirena che libera tutti i due coach danno spazio ai baby. Vertemati manda in campo Mizerniuk Pavan, mentre dalla curva napoletana piovono rotoli di carta igienica, come in un palasport degli anni ’80. Buone vacanze, ci vediamo a settembre. —

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