L’Udinese al piccolo trotto: con il Lecce persa un’altra occasione

I sogni europei dei bianconeri non supportati dai risultati ottenuti con chi sta dietro: le big invece hanno dato 13 punti 

Pietro Oleotto

«Quando la Banda passò» la conferma: l’Udinese sta perdendo la possibilità di restare agganciata al treno per l’Europa. La canzone nazional-popolare della signora Anna Mazzini, in arte Mina, può servire per ricordare il gol su punizione dello zambiano che domenica ha regalato i tre punti al 90’ al Lecce e il motivo perché la squadra di Runjaic non riesce davvero a reggere un ritmo elevato in campionato, pur avendo nel cassetto più di qualche scalpo illustre: quello dell’Inter “staccato” a San Siro, quelli di Napoli, Atalanta e Roma fermate al Friuli - Bluenergy Stadium dove, per contro, ha fatto spesso fatica contro le squadre di basso profilo, come ricordano i pareggi ottenuti tra andata e ritorno ai Rizzi con le due cenerentole della classifica di Serie A, il Verona e il Pisa, tra l’altro subendo complessivamente tre gol, un particolare che ha una discreta valenza.

La solita Udinese: a Lecce confeziona un regalo al novantesimo
Udinese sconfitta a Lecce all'ultimo respiro © Foto Petrussi

L’Udinese può fare una certa fatica nell’imporre il proprio gioco fisico contro chi si chiude a riccio e aspetta le offensive nella propria trequarti, ma fondamentalmente subisce troppe reti. Ora sono 36: solo Torino e Genoa, oltre alle ultime inguaiatissime squadre sul fondo della graduatoria, ne hanno incassate di più. Un po’ perché il centrocampo non protegge l’ultima linea, un po’ perché nelle retrovie l’esuberanza dei difensori a volte si trasforma in superbia, come a volte traspare dalle decisioni di Solet, un po’ perché i portieri, adesso il titolare Okoye, si sono lasciati sorprendere in modo inatteso.

A livello statistico, dunque, bisogna evidenziare che con le squadre che le stanno alle spalle, la Zebretta ha raccolto 19 punti in 14 partite, cedendo l’intera posta in casa al Genoa e, in modo fragoroso, al Bologna, mentre in trasferta non si può non sottolineare il 5-1 accusato a Firenze contro un’avversaria che continua a essere terzultima, staccata domenica dal Lecce proprio grazie alla vittoria sui bianconeri, estremamente coerenti – ahinoi – nelle risposte con le squadre di coda.

Guardando alle partite disputate con le undici formazioni che hanno meno punti dei 32 raccolti dall’Udinese, bisogna dire che la media è di 1,35 punti a partita, praticamente la stessa che contraddistingue il ruolino di marcia di mister Kosta con le prime otto, contro le quali sono arrivati 13 punti in dieci gare: 1,3 di media.

Un dato per certi versi incredibile: in soldoni non ci sono differenze per l’Udinese tra le prime della classe e le ultime che, tuttavia, sono quelle che dovrebbero regalare ai bianconeri il booster per reggere al ritmo europeo o, per lo meno, poter restare in alta quota più possibile, per la gioia dei tifosi.

I prossimi tre appuntamenti sembrano fatti apposta per invertire il trend: domenica contro Sassuolo e successivamente con Bologna e Fiorentina o si aumenta il ritmo con le avversarie che ti stanno alle spalle o l’Udinese rischia subire più di qualche sorpasso in classifica.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto