L’Udinese regala tre punti al Cagliari
Kabasele non si accorge di un retropassaggio, Maldini ringrazia. Al resto ci pensa Caprile che salva la porta dei sardi quattro volte. Due i miracoli su Gueye subentrato a Davis, deludente Zaniolo

«Vi vogliamo così». Solo che il desiderio espresso a fine partita arriva dal settore ospiti del Cagliari, baciato dal caldo sole del Friuli e non solo da quello, considerando che è difficile vincere una partita tirando una sola volta nello specchio, tanto più su un hakakiri degli avversari. Un Kabakiri, visto l’autore del regalo.
«Ma che colpa abbiamo noi», recitava il cavallo di battaglia dei Rokes e potrebbero dirlo tranquillamente anche i tifosi sardi che per un’oretta si sono goduti il primo posto prima di Roma-Inter. Già, che colpa hanno loro se l’Udinese ha tirato 20 volte verso la porta di Caprile che per almeno quattro volte è stato decisivo per disinnescare il pericolo: due volte su Gueye, una su Kabasele e infine anche su un rimpallo della difesa che ha intercettato una conclusione di Gueye.
Gueye? E Davis? E Zaniolo? Non erano i due titolari scelti da Runjaic per spezzare il cerchio magico del Cagliari? Sono duranti neppure un tempo in campo insieme, per la prima volta dell’inizio della stagione. Perché l’inglese ha accusato il solito fastidio muscolare che, nel suo caso, non va mai trascurato, ed è un peccato perché pochi prima della sostituzione aveva davvero spaventato Caprile con un diagonale uscito di una soffio. Zaniolo, invece, è stata una scommessa persa da mister Kosta: schierato fin dal primo minuto dopo quasi un mese dall’ultima apparizione (contro il Como alla prima giornata), ha ciccato il sinistro che doveva finire nel sacc.
Il numero 10 è uscito poi nell’intervallo a vantaggio di Chakvetadze, un po’ Gascoigne (perdonaci Paul, questione di andatura), un po’ Baiocco, non il biscotto crema e nocciola, ma Davide il giocatore ex Perugia e Juventus che si faceva notare esclusivamente o quasi, per i calzettoni costantemente abbassati. Dicono che, quando vestiva la maglia del Watford, era uno dei migliori a saltare l’uomo. Qui per il momento non funziona così. E, a proposito di riflessioni british, se Miller intende affermarsi nel calcio che conta giocando a nascondino, complice un fisico non esattamente dirompente, sarà il caso che faccia una puntatina lui al Watford per darsi una sgrezzata. Come ha fatto per esempio Abankwah che ora è un difensore affidabile.
Sull’altro fianco di Kabasele, il centrale, qualche dubbio sulla soglia dell’attenzione di Ebosse che, invece, stavolta è stato ordinato e puntuale, a differenza di Kabasele sulle cui spalle, diciamocelo, ricade la colpa di non aver strappato neppure un punto dalla partita di ieri, visto che, su una punizione battuta per fuorigioco, si è addormentato, lasciando che il pallone sfilasse a vantaggio di Mendy. Nel tentativo di metterci una toppa, poi, ne ha approfittato Maldini, lucido a capitalizzare l’unico tiro nello specchio del Cagliari nei 90 minuti (4 in tutto).
Insomma, chi si aspettava di trovarsi di fronte una sorta di Pisacane-all è rimasto deluso. Il Cagliari è un’onesta squadra che bada al sodo e che era arrivata al Friuli - Bluenergy Stadium per non perdere. Cosa che ha fatto, arrivando a raccogliere addirittura tutti i tre punti grazie a una serie di congiunzioni astrali: l’intuito di Caprile, il harakiri di Kabasele e la pochezza delle riserve dell’Udinese, al di là del confortante rientro di Zanoli, visto che, al di là del volenteroso Gueye, Runjaic ha avuto poco da Chakvetadze, Unai Gomez e Bayo. Ad ora non riescono a incidere in A. L’ultimo, visto che siamo già alla seconda stagione, non lo farà mai. Ed un peccato, perché alla Zebretta manca un’alternativa al fragile Davis. Sarebbe bastato un Bonazzoli.
Il calcio, tuttavia, non è fatto di “se”. Allora conviene rifugiarsi sulle statistiche. L’Udinese dallo scorso 2 marzo ha giocato 8 partite ai Rizzi, nel ha vinte due (Fiorentina e Torino, ultimo successo, lo scorso 2 maggio) alle quali aggiungere altrettanti pareggi (entrambi col Como). Con questa media casalinga è difficile salvarsi. Meglio metterselo bene nella zucca durante questa interminabile sosta. Si riprenderà il 12 ottobre allo stadio Grande Torino, poi il Lecce al Friuli - Bluenergy Stadium. Serviranno come minimo quattro punti.
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