Una maglia rosa speciale per onorare il 6 maggio 1976

Giro d’Italia in Friuli, il simbolo del vincitore porterà la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”: così un evento sportivo diventa racconto collettivo, memoria condivisa, identità di un territorio

Massimiliano Fedriga

Ci sono eventi sportivi che vanno oltre il risultato agonistico e diventano racconto collettivo, memoria condivisa, identità di un territorio. La tappa Gemona-Piancavallo del Giro d’Italia sarà una di queste.

La giornata di oggi avrà un significato ancora più profondo, perché abbiamo voluto legare l’evento sportivo al ricordo del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976: una ferita che ha segnato la storia della nostra terra, ma che ha anche fatto emergere, davanti all’Italia e al mondo, il carattere autentico del popolo friulano, cioè la dignità, la solidarietà, la capacità di rialzarsi e di ricostruire insieme.

Non è un caso che la 20esima tappa parta proprio da Gemona, città simbolo del sisma e della rinascita del Friuli. Da lì prenderà il via un percorso che attraverserà luoghi, comunità e paesaggi capaci di raccontare non soltanto la bellezza della nostra regione, ma anche la sua storia più profonda. Il traguardo è posto a Piancavallo, salita storica del ciclismo italiano, teatro di grandi imprese sportive ed entrata nell’immaginario degli appassionati grazie alle gesta dei campioni che qui hanno scritto pagine indimenticabili del Giro. Oggi come allora, era il 30 maggio 1998, quando durante la 14esima tappa della corsa rosa Marco Pantani staccò gli avversari sulla dura salita pordenonese, conquistando la sua prima vittoria in quel Giro e dando inizio alla rimonta che lo portò a trionfare a Milano.

Con un parallelismo sportivo, anche il Friuli, dopo il tragico 6 maggio 1976, si alzò sui pedali, proprio come il “Pirata”, per affrontare la propria scalata verso il traguardo della ricostruzione. Per questo, nella tappa da Gemona a Piancavallo, già dalla partenza il leader della corsa indosserà la casacca rosa che, al posto del claim “Io sono Friuli Venezia Giulia” - presente sulla maglia del leader della classifica generale sin dall’inizio del Giro grazie all’accordo stipulato con Rcs - recherà la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”: la frase che accompagnò la ricostruzione dopo il terremoto e che, ancora oggi, rappresenta uno dei messaggi più autentici e profondi della nostra identità. La stessa maglia verrà inoltre consegnata al leader sul podio di Piancavallo, durante la premiazione della penultima tappa del Giro. È secondo noi il giusto modo di ricordare, a mezzo secolo di distanza, una pagina che segno la storia della nostra regione.

Per la tappa programmata in Friuli Venezia Giulia abbiamo scelto, volutamente, di mettere temporaneamente da parte il messaggio promozionale legato al territorio, per lasciare spazio alla memoria, al sentimento e alla riconoscenza. È un modo per dire grazie a tutte le persone che cinquant’anni fa aiutarono il Friuli a rialzarsi: ai volontari, alle istituzioni, alle forze dell’ordine, alla Protezione civile, alle comunità e a tutti coloro che arrivarono da ogni parte d’Italia per dare una mano concreta alla nostra gente. Ma è anche un modo per ricordare ai più giovani cosa abbia rappresentato quella tragedia e come da essa sia nata una straordinaria esperienza di ricostruzione, diventata un modello riconosciuto a livello internazionale. Il legame tra il Giro d’Italia e il Friuli Venezia Giulia è profondo e autentico. Nel corso degli anni la nostra regione ha ospitato tappe memorabili, contribuendo a costruire una relazione speciale con la corsa rosa, grazie anche alla passione di amministratori, volontari, associazioni e tantissimi cittadini. Penso al grande lavoro portato avanti da Enzo Cainero, che ha saputo trasformare il ciclismo in uno straordinario strumento di promozione del territorio e di partecipazione popolare.

Anche quest’anno il riscontro che stiamo ottenendo, sia attraverso la partnership legata alla maglia rosa sia grazie all’organizzazione della tappa, conferma quanto il Giro rappresenti una vetrina unica per il Friuli Venezia Giulia. Milioni di persone, in Italia e nel mondo, avranno modo di vedere le nostre montagne, i nostri borghi, le nostre città e la straordinaria accoglienza delle nostre comunità. Ma soprattutto vedranno un territorio orgoglioso della propria storia, capace di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di guardare al futuro con fiducia. È questo il messaggio più importante che il Friuli Venezia Giulia vuole consegnare al Giro d’Italia e al mondo intero.

*presidente Regione Friuli Venezia Giulia

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