L’Orcolat di Cristicchi in America, Fedriga ringrazia gli alleati: «Sono il Paese che ci aiutò di più»
Il governatore: «Gli Usa hanno sostenuto la ripresa dopo il terremoto dimostrando vicinanza». Il cantautore: «Una grande emozione raccontare la forza interiore di chi è risorto dalle macerie»

Parole e musica che diventano emozioni e riportano alla mente quel 6 maggio 1976 suscitando ricordi che affondano le radici nella paura e nel dolore per poi diventare solidarietà e orgoglio. L’orgoglio di una terra che ha saputo rialzarsi dopo le tremende ferite del terremoto e che ancora oggi «ringrazia e non dimentica». Lo ha fatto anche con lo spettacolo Orcolat ’76 di Simone Cristicchi che, in un intreccio di parole e musiche, ha raccontato la creatura della tradizione friulana, diventata simbolo di distruzione e rinascita. Una narrazione corale che ha conquistato l’ambasciata italiana a Washington e che porta con sè anche la forza e la dignità di una comunità che ha saputo ripartire.
«Il terremoto - ha detto il governatore Massimiliano Fedriga a margine della rappresentazione -, ha rappresentato non solo una tragedia, ma anche un modello di rilievo europeo e internazionale su come sia possibile superare l’emergenza e restituire prospettive e futuro a un popolo. In questo contesto, gli Stati Uniti sono stati il Paese che più di ogni altro ha sostenuto la ricostruzione dall’estero, dimostrando una vicinanza straordinaria a questa terra nei momenti più difficili e contribuendo a segnare una nuova rotta per la nostra regione e per l’intero Paese».
Allo spettacolo organizzato dall’Ente regionale teatrale con l’Accademia musicale Naonis, oltre all’ambasciatore italiano negli Usa Marco Peronaci e al sindaco di Gemona Roberto Revelant, hanno assistito anche gli assessori regionali Barbara Zilli (Finanze), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e il portavoce del governatore Edoardo Petiziol.
Fedriga ha rimarcato che la generosità degli Usa è stata determinante per la rinascita del territorio, con la ricostruzione delle fabbriche e delle case. In particolare, il governatore ha ricordato le parole pronunciate all’epoca da un bambino dopo il sisma: «Che le rondini possano tornare», un pensiero che racchiude lo spirito e la volontà di guardare avanti delle giovani generazioni di allora, capaci di nutrire speranza pur nel cuore di una profonda tragedia. «Commemorare oggi questi luoghi – ha concluso Fedriga – significa, dunque, onorarne la memoria e celebrarne la rinascita».
Cristicchi, autore e interprete dello spettacolo, ha sottolineato l’importanza della solidarietà: «Sono 50 anni dalla scossa che devastò il Friuli il 6 maggio 1976 ed essere qui in un luogo così prestigioso e importante per noi è stata una emozione incredibile. Aver raccontato quello che è successo a quel popolo, soprattutto la forza interiore che è servita per risorgere dalle macerie, per ricostruire e per sentirsi parte di una comunità è qualcosa che non dovremmo mai dimenticare. Non siamo isole ma siamo connessi, non solo attraverso i social network, ma anche tra anime e nei momenti di disgrazia emerge questa grande solidarietà umana. Aiutare l’altro dà un senso alla nostra esistenza e il terremoto del Friuli diventa così un racconto universale che appartiene a tutti noi».
Per Bini l’esibizione «ha ricordato a chi, come me, ha vissuto da bambino quella tragica sera del 6 maggio la paura, di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto e devastante, ma anche la forza del popolo friulano di rialzarsi e ripartire». Secondo Zilli, Orcolat ’76, è anche l’occasione per rinnovare la gratitudine agli Stati Uniti d’America e ricordare «il legame che si è concretizzato in azioni di sviluppo sin dall’indomani del terremoto».
«Il “Modello Friuli” testimonia, ancora oggi – ha aggiunto Roberti –, la capacità di chi visse quella tragedia e di quanti ne hanno raccolto l’eredità di ricostruire l’intera regione. Un impegno che ha saputo trasformare un territorio rurale in una realtà economica dinamica e in costante crescita». Il presidente dell’Ente regionale teatrale Fabrizio Pitton ha infine evidenziato che «questa tournée internazionale rappresenta per l’Ert un’importante occasione di promozione della cultura del territorio».
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