L’Orcolat di Cristicchi in America, Fedriga ringrazia gli alleati: «Sono il Paese che ci aiutò di più»

Il governatore: «Gli Usa hanno sostenuto la ripresa dopo il terremoto dimostrando vicinanza». Il cantautore: «Una grande emozione raccontare la forza interiore di chi è risorto dalle macerie»

Cristian Rigo
Simone Cristicchi durante la sua esibizione all’ambasciata italiana con lo spettacolo Orcolat ’76
Simone Cristicchi durante la sua esibizione all’ambasciata italiana con lo spettacolo Orcolat ’76

Parole e musica che diventano emozioni e riportano alla mente quel 6 maggio 1976 suscitando ricordi che affondano le radici nella paura e nel dolore per poi diventare solidarietà e orgoglio. L’orgoglio di una terra che ha saputo rialzarsi dopo le tremende ferite del terremoto e che ancora oggi «ringrazia e non dimentica». Lo ha fatto anche con lo spettacolo Orcolat ’76 di Simone Cristicchi che, in un intreccio di parole e musiche, ha raccontato la creatura della tradizione friulana, diventata simbolo di distruzione e rinascita. Una narrazione corale che ha conquistato l’ambasciata italiana a Washington e che porta con sè anche la forza e la dignità di una comunità che ha saputo ripartire.

«Il terremoto - ha detto il governatore Massimiliano Fedriga a margine della rappresentazione -, ha rappresentato non solo una tragedia, ma anche un modello di rilievo europeo e internazionale su come sia possibile superare l’emergenza e restituire prospettive e futuro a un popolo. In questo contesto, gli Stati Uniti sono stati il Paese che più di ogni altro ha sostenuto la ricostruzione dall’estero, dimostrando una vicinanza straordinaria a questa terra nei momenti più difficili e contribuendo a segnare una nuova rotta per la nostra regione e per l’intero Paese».

Terremoto del Friuli, rinascita e memoria collettiva con un omaggio a Zamberletti

Allo spettacolo organizzato dall’Ente regionale teatrale con l’Accademia musicale Naonis, oltre all’ambasciatore italiano negli Usa Marco Peronaci e al sindaco di Gemona Roberto Revelant, hanno assistito anche gli assessori regionali Barbara Zilli (Finanze), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e il portavoce del governatore Edoardo Petiziol.

Fedriga ha rimarcato che la generosità degli Usa è stata determinante per la rinascita del territorio, con la ricostruzione delle fabbriche e delle case. In particolare, il governatore ha ricordato le parole pronunciate all’epoca da un bambino dopo il sisma: «Che le rondini possano tornare», un pensiero che racchiude lo spirito e la volontà di guardare avanti delle giovani generazioni di allora, capaci di nutrire speranza pur nel cuore di una profonda tragedia. «Commemorare oggi questi luoghi – ha concluso Fedriga – significa, dunque, onorarne la memoria e celebrarne la rinascita».

Cristicchi, autore e interprete dello spettacolo, ha sottolineato l’importanza della solidarietà: «Sono 50 anni dalla scossa che devastò il Friuli il 6 maggio 1976 ed essere qui in un luogo così prestigioso e importante per noi è stata una emozione incredibile. Aver raccontato quello che è successo a quel popolo, soprattutto la forza interiore che è servita per risorgere dalle macerie, per ricostruire e per sentirsi parte di una comunità è qualcosa che non dovremmo mai dimenticare. Non siamo isole ma siamo connessi, non solo attraverso i social network, ma anche tra anime e nei momenti di disgrazia emerge questa grande solidarietà umana. Aiutare l’altro dà un senso alla nostra esistenza e il terremoto del Friuli diventa così un racconto universale che appartiene a tutti noi».

Per Bini l’esibizione «ha ricordato a chi, come me, ha vissuto da bambino quella tragica sera del 6 maggio la paura, di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto e devastante, ma anche la forza del popolo friulano di rialzarsi e ripartire». Secondo Zilli, Orcolat ’76, è anche l’occasione per rinnovare la gratitudine agli Stati Uniti d’America e ricordare «il legame che si è concretizzato in azioni di sviluppo sin dall’indomani del terremoto».

«Il “Modello Friuli” testimonia, ancora oggi – ha aggiunto Roberti –, la capacità di chi visse quella tragedia e di quanti ne hanno raccolto l’eredità di ricostruire l’intera regione. Un impegno che ha saputo trasformare un territorio rurale in una realtà economica dinamica e in costante crescita». Il presidente dell’Ente regionale teatrale Fabrizio Pitton ha infine evidenziato che «questa tournée internazionale rappresenta per l’Ert un’importante occasione di promozione della cultura del territorio».

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