50 anni di terremoto, le scosse che hanno trasformato il Friuli: il libro in edicola con il Messaggero Veneto
Un’opera corale con oltre 30 firme illustri per raccontare il "Modello Friuli", dalla polvere delle macerie all'esempio mondiale di ricostruzione

Nel 1976 il Friuli era nella sua massima espressione di un’indole tutta locale dedita al lavoro e alla comunità, la stessa che percepiamo ancora oggi, seppur ammorbidita dalle comodità moderne; viveva di un ritmo rurale che però cominciava a procedere allo stesso passo con l’industrializzazione del Nord Est, sbirciando oltre il proprio recinto quel tanto che basta per iniziare un turno in fabbrica. Era un luogo, per così dire, al riparo da tutto.
Poi, il 6 maggio, un solo minuto di scosse riuscì a tirar giù interi paesi e qualsiasi certezza.
Si dice che un fulmine non possa cadere due volte nello stesso luogo, ma ciò non vale per i terremoti: a settembre, ecco una nuova scossa a polverizzare le ultime speranze.
Due terribili minuti a distanza di mesi l’uno dall’altro, ma rimasti saldamente ancorati nella memoria di chiunque abbia sentito quelle scosse sotto i propri piedi, nonché di chiunque sia giunto ad aiutare nei giorni seguenti. Due minuti che hanno determinato una incredibile evoluzione degli eventi durata prima per mesi e poi per anni, nel corso della quale il racconto della tragedia ha lasciato spazio al racconto della rinascita, che ha bisogno di molte più pagine e molte più voci.
Qualcuno, in effetti, ha pensato di farne un libro: “50 anni di terremoto – Le scosse che hanno trasformato il Friuli” è un’opera che vede la partecipazione di più di 30 autori diversi ed è finalizzata ad analizzare quanto accaduto da ogni punto di vista, riproponendo il tutto alla luce delle trasformazioni avvenute come causa diretta degli eventi sismici o da questi accelerate. Nel testo si ritrovano frasi e citazioni che dal 1976 sono rimbalzate da chi le abbia pronunciate alla carta stampata, diventando tanto celebri quanto emblematiche e necessarie alla narrazione: “Fasìn di bessôi”, “modello Friuli”, “L’ONU della solidarietà”, “Prime lis fabrichis, daspò lis cjasis e lis glesiis”, “Pa sopravivence, no pa l’anarchie”. Sono frasi che raccontano la rinascita più del crollo, la ricostruzione più della distruzione, ovvero ciò che di quel sisma è davvero passato alla Storia: non tanto l’evento in sé quindi, bensì i suoi esiti, la gestione della tragedia e soprattutto del dopo, un’operazione considerata tuttora un esempio ideale e unico.
Ne parlano, riuniti allo scopo dalla coordinatrice e curatrice del progetto Giusi Vianello, i medici, i militari e i vigili del fuoco che forniscono le testimonianze dirette sul loro immediato e provvidenziale intervento, i radioamatori che per primi riuscirono a mettersi in contatto con i paesi isolati, i sindaci di oggi e di ieri; ne parlano professori e giornalisti come Gianfranco Ellero e Giuseppe Ragogna, la sismologa Carla Barnaba e la storica dell’arte Rossella Fabiani, l’architetto Giorgio Dri che ha lavorato per la ricostruzione, il linguista Pier Carlo Begotti, l’agronomo Enos Costantini, Guglielmo Berlasso che fu tra i fondatori della allora nascente Protezione Civile e oggi ne è direttore regionale, ma la lista dei partecipanti è ancora lunga e comprende anche poeti e poetesse, perché persino la creatività letteraria può plasmarsi nelle macerie.
La maggior parte delle firme porta nomi friulani noti alle cronache, a partire dal governatore della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e da Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica italiana, i cui contributi introducono il progetto; la pubblicazione vede anche la preziosa collaborazione di ARLeF, che ha supervisionato ogni sezione di testo in lingua friulana e concesso il proprio patrocinio. A completare l’opera c’è l’apparato iconografico che permette ai lettori di entrare meglio nel ricordo degli eventi, vedendo con i propri occhi la devastazione portata dal terremoto, ma anche gli interventi di ricostruzione, le tendopoli, le facce dei personaggi che si occuparono della questione in prima linea, come il Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti.
“50 anni di terremoto” è una vera e propria indagine conoscitiva, strutturata per mantenere viva la memoria e riportarla soprattutto ai giovani e alle future generazioni, in particolare in un momento storico in cui la speranza generale per il futuro è al minimo: i fatti del 1976 oggi possono ancora ricordarci che una rinascita è sempre possibile, e che se si hanno radici ben salde, nemmeno un Orcolat riuscirà a strapparle via.
Numero pagine: 320
Formato: 14 x 21 cm
Prezzo (in abbinata): 14.90 €
In edicola da: 30 aprile 2026
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