
Un Manifesto per il futuro: i nove articoli dei ragazzi per una società libera dai conflitti
Parte il progetto della redazione giovani del Messaggero Veneto. Un percorso fondato su istruzione, memoria e partecipazione per trasformare il dialogo nell'unica via possibile
Con questo Manifesto la redazione ragazzi del Messaggero Veneto avvia il progetto “Allenarsi alla pace” con l’intento di dare voce ai giovani ed esprimere il loro sentire in un momento storico di grande difficoltà che richiede impegno per assicurare un futuro di pace.
La pace è uno stato di benessere sociale, politico, economico. È fondamentale per la loro evoluzione che gli uomini si impegnino a raggiungerla e a mantenerla. Su questi nove articoli che proponiamo come redazione del MV Scuola si fonda il percorso per realizzare il loro obiettivo comune.
1.Il diritto alla Pace è imprescindibile e inalienabile.
È il fondamento della vita. La base su cui ogni giovane può costruire il proprio futuro, studiare, lavorare e sognare senza paura. Senza pace non esistono né libertà né opportunità reali: difenderla significa proteggere la vita e la dignità di ogni persona, oggi e domani.
2.Tutta l’Umanità è uguale di fronte al diritto alla Pace.
La pace è un diritto fondamentale di tutta l’umanità perché garantisce dignità e possibilità di sviluppo a ogni persona, senza distinzione di popolo, cultura o religione. Difendere la pace significa proteggere il destino comune del mondo intero
3.L’Unione è la chiave per superare le divisioni e costruire una società pacifica.
L’unione è fondamentale per arrivare alla pace e mantenerla, perché solo restando uniti si possono superare conflitti, paure e divisioni di tutti i tipi. Quando le persone scelgono di agire insieme, rafforzano la stabilità e l’armonia grazie alla ricerca condivisa di soluzioni più giuste.
4.Il diritto al mantenimento delle differenze di opinioni e visioni nella società si chiama Pluralità.
Riconoscere le peculiarità e le differenze che ci contraddistinguono non deve essere causa di divisioni e contrasti, ma il fondamento di un confronto costruttivo, pacifico e plurilaterale. La diversità non rappresenta un muro insormontabile, ma uno stimolo a costruire relazioni profonde e durevoli.
5.Il Confronto fra individui divergenti per qualsiasi motivo deve essere rispettoso e pacifico.
Il confronto è una tendenza umana naturale, che ci spinge a migliorarci traendo ispirazione dagli altri. Il confronto annienta la guerra perché con il dialogo gli uni riconoscono, aiutati dagli altri, il proprio errore. Ed è spesso il confronto spontaneo quello che dura nel tempo.
6.Il diritto all’Informazione è una libertà che ogni individuo ha di esercitare senza vincoli.
Solo con un’informazione equilibrata, democratica e libera da legami politici ed economici è possibile costruire la pace. Un mondo di benessere totale per gli umani è impensabile senza garantire la libertà di parola e di informazione
7.Senza l’Istruzione è impossibile una società capace di comprendere consapevolmente, scegliere e determinare il proprio mondo.
Solo una società istruita possiede gli strumenti per comprendere in profondità i problemi sociali, analizzarne le cause e individuare soluzioni durature capaci di prevenire i conflitti. L'istruzione rende possibile una scelta consapevole, fondata sul pensiero critico, e favorisce rispetto, dialogo e cooperazione tra culture diverse.
8.La Partecipazione è un elemento fondante della società pacifica.
È necessario che il cittadino partecipi con interesse alla vita comune. Attraverso una partecipazione attiva, una consapevolezza reale e costante di ciò che accade attorno a noi possiamo realmente costruire un futuro di pace e mantenerlo. Solo con una vera partecipazione riusciamo a prendere le decisioni che riguardano la nostra vita, evitando che, a causa dell’indifferenza, altri le prendano al posto nostro.
9.La Memoria è necessaria e fondamentale nel processo di evoluzione umana verso un futuro privo degli errori passati.
La memoria è ciò che ci deve ricordare ogni giorno che la guerra non deve essere normalizzata e che il dialogo è l'unica via per risolvere le dispute. È importante per questo sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni, così che esse possano farsi custodi della memoria e della pace.
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