Le molte verità della Nuda Veritas di Klimt a Villa Manin

Dal 21 maggio al 6 giugno nella residenza di Passariano il capolavoro della Secessione attorno a cui verrà costruito un percorso espositivo nel segno della ricerca 

Un dettaglio della Nuda Veritas (KHM-Museumsverband, Theatermuseum)
Un dettaglio della Nuda Veritas (KHM-Museumsverband, Theatermuseum)

È un’opera che sicuramente vale un viaggio. Perché “Nuda Veritas” di Gustav Klimt non è solo uno dei capolavori dell’artista viennese ma è un dipinto che intriga, e poi interroga, chi

lo osserva. Spinge a riflessioni che vanno oltre la semplice ammirazione dell’opera. Un’opportunità preziosa  quella di mettersi vis a vis con quest’opera che, dal 21 maggio al 6 settembre, viene esposto in Villa Manin a Passariano di

Codroipo (Udine) in una mostra dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG con MondoMostre, in collaborazione con il Kunsthistorisches

Museum e il Theatermuseum di Vienna. L’esposizione è curata da Cäcilia Bischoff.

Il prestito di “Nuda Veritas” di Gustav Klimt rappresenta un evento culturale di grande rilievo internazionale e testimonia l’importanza del dialogo culturale europeo nella condivisione dei capolavori. L’opera, concessa grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum, testimonia il prestigio raggiunto dal territorio friulano nel panorama

artistico europeo. “Nuda Veritas” è considerata una delle espressioni più intense della modernità artistica, capace di unire bellezza estetica e riflessione etica. Il dipinto rappresenta una donna nuda, di una nudità volutamente esibita, persino sfrontata, totalmente diversa dalle rappresentazioni di nudi femminili dell’epoca. Questa è una donna sicura di sé, che affronta lo sguardo di chi la giudica, senza temerlo.

La “Nuda Veritas” “con i 2 suoi riccioli selvaggi e la bocca cattiva e fanatica” venne dipinta da Gustav Klimt nel 1899. È un olio su tela, di centimetri 252 x 56,2, conservato a Vienna presso il Theatermuseum. A oltre un secolo dalla sua realizzazione, “Nuda Veritas”, conserva una sorprendente attualità sociale: Klimt mette in scena una figura che sfida il giudizio pubblico e rivendica con forza la libertà di essere vista, ascoltata e riconosciuta senza compromessi.

La barchessa di Ponente di Villa Manin (foto Simone Di Luca)
La barchessa di Ponente di Villa Manin (foto Simone Di Luca)

Nel Salone centrale di Villa Manin, “Nuda Veritas” è allestita in modo elegante e, per così dire, senza tempo. Il contesto e gli approfondimenti sono riportati sui pannelli informativi a corredo. Nelle prime due sale, prima di arrivare al dipinto, vengono illustrati i legami di Klimt con l’Italia e viene presentata la sua biografia. La sala successiva è dedicata ai molteplici livelli di significato dell’opera, poiché la “Nuda Veritas” è più complessa di quanto il titolo lasci supporre. Dopo aver potuto ammirare con calma il capolavoro di Klimt, il tema delle “molte verità” viene ripreso in modo creativo. Infine, nell’ultima sala, il visitatore viene condotto nel mondo reale di Villa Manin con un riferimento alle decorazioni murali storiche. 

«La presenza della “Nuda Veritas” a Villa Manin rende possibile instaurare un dialogo tra questa riflessione sulla verità senza compromessi e un luogo che, in termini storici, segna

anch’esso uno spostamento di paradigma – afferma il vicepresidente della Regione e assessore alla Cultura Mario Anzil -. Antica residenza dell’ultimo Doge di Venezia e quartier generale di Napoleone, la villa fu teatro del Trattato di Campoformio, che sancì la fine della Repubblica Veneziana e ridisegnò

gli equilibri politici dell’Europa: un luogo di memorie e uno spazio di soglia, oggi trasformato in sede espositiva».

Una delle sale della residenza dell'ultimo Doge (Foto Di Luca)
Una delle sale della residenza dell'ultimo Doge (Foto Di Luca)

«Abbiamo costruito un programma solido e riconoscibile, guidato da linee che pongono al centro le collaborazioni internazionali, rafforzate dalla reputazione consolidata grazie ai risultati raggiunti nel corso del 2025 e nella prima parte del 2026 – commenta Lydia Alessio-Vernì, direttrice generale Erpac -. In questo percorso si 

inserisce il ruolo di Erpac nella promozione e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, attraverso iniziative capaci di coniugare qualità scientifica e apertura al grande pubblico. L’opportunità di ospitare la “Nuda Veritas” di Gustav Klimt – peraltro alla sua ultima tappa espositiva – rappresenta in questo senso un’occasione davvero eccezionale: un’opera che non si limita a essere ammirata, ma che interroga profondamente chi la

osserva».

 

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