Il Premio Terzani Faraj scarcerato. «Una notizia che rafforza il senso di fiducia nella giustizia»

La Corte d'Appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione del processo. Aveva ricevuto il riconoscimento a Udine grazie a un permesso speciale del tribunale

Alaa Faraj, vincitore della XXII edizione del Premio Terzani per il romanzo Perché ero ragazzo (Sellerio) è un uomo libero. Dopo undici anni trascorsi nelle carceri siciliane, durante i quali si è sempre proclamato innocente, è finalmente arrivata la notizia tanto attesa.

La Corte d'Appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione del processo e disposto la sua scarcerazione.

Angela Terzani Staude, presidente della Giuria del Premio, ha voluto esprimere così l'emozione di queste ore: «Abbiamo ancora negli occhi la forza, il coraggio e la straordinaria umanità che Alaa ci ha trasmesso sul palco di Udine pochi giorni fa, quando ha potuto ritirare il Premio, grazie all’autorizzazione dei magistrati. Sapere che oggi, in attesa della revisione del processo, è finalmente un uomo libero non solo ci riempie di gioia, ma rafforza il nostro senso di fiducia nella giustizia. La storia di Alaa, raccontata con coraggio e dignità esemplare nelle pagine del suo libro, ci ricorda che la ricerca della verità e della giustizia non deve mai fermarsi».

Alaa Faraj, dopo la drammatica "strage di Ferragosto" del 2015, era stato condannato a 30 anni di carcere per “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”.

Sulla base di testimonianze frettolose e confuse, era stato indicato come lo “scafista” del barcone dove furono trovati, nella stiva, i corpi di 49 persone morte per asfissìa durante la traversata. Alaa, che allora aveva vent’anni, si è sempre dichiarato innocente.

Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia “parziale”.

La decisione della Corte d’Appello di Messina restituisce ad Alaa la piena libertà in attesa dell'udienza del prossimo ottobre. «Una decisione che accogliamo con gioia e commozione - dichiara Paola Colombo, presidente dell’Associazione vicino/lontano che organizza il Premio Terzani - Insieme alla Giuria del Premio Terzani proviamo oggi una felicità profonda, difficile da contenere nelle parole. Perché dentro questa notizia non vive soltanto un passaggio giudiziario. Vive una storia umana che abbiamo ascoltato da vicino. Vive il volto di un ragazzo che per dieci anni non ha smesso di dichiararsi innocente. Vive la forza ostinata di chi, anche nel luogo più duro, ha continuato a credere nella possibilità della verità. Alaa Faraj ha attraversato il mare, il carcere, il sospetto, la solitudine. Eppure non ha mai smesso di studiare, scrivere, immaginare il futuro. Non ha mai lasciato che il dolore gli portasse via la dignità. Oggi quella porta che per anni è rimasta chiusa si riapre finalmente alla luce. Ad Alaa mandiamo il nostro abbraccio più grande».

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