Premio Friuli Storia: ecco i tre libri finalisti scelti dalla giuria per la 13ª edizione
Giovanni Cadioli con "Il pianificatore", Giovanni Coco con "Un mosaico di silenzi" e il saggio di Richard Overy, "Pioggia di distruzione", si contendono il premio nazionale di Udine. Il vincitore sarà decretato dai 350 giurati popolari

Sono Giovanni Cadioli con il saggio Il pianificatore, Giovanni Coco con Un mosaico di silenzi e Richard Overy con Pioggia di distruzione i tre finalisti della tredicesima edizione di Friuli Storia, il premio nazionale di storia contemporanea organizzato dal Circolo della Storia di Udine.
I tre autori sono stati selezionati tra 77 opere giunte ala giuria scientifica del premio, mentre il vincitore sarà invece scelto dalla giuria popolare, composta da 350 lettori da tutta Italia. La cerimonia di premiazione si terrà poi in autunno a Udine.
«Nel loro insieme – spiegano gli organizzatori del Premio – i tre libri finalisti affrontano argomenti noti con approcci originali e nuove prospettive, mostrando come il passato sia complesso e abbia bisogno di continui approfondimenti. È l’idea che sta alla base del Premio Friuli Storia, che ogni anno coinvolge centinaia di lettori cercando di abbattere il muro che normalmente divide chi scrive e chi legge di storia. La crescita di interesse registrata negli anni dimostra come, di fronte a un mondo sempre più complesso e incerto, sia sempre più forte la domanda di approfondimento e comprensione».
La Russia delle purghe, le relazioni tra Chiesa e Stato ai tempi di Pio XII e la tragedia di Hiroshima: tre libri, tre aspetti diversi della storia contemporanea.
Giovanni Cadioli, ricercatore all’Università degli Studi di Padova, dove insegna Storia dell’Unione Sovietica ha scritto Il pianificatore (il Mulino, 2025), dedicato a Nikolaj Voznesenskij, lo stratega che elaborò la pianificazione economica sovietica collaborando con Stalin. Nikolaj Voznesenskij diresse la pianificazione sovietica, ne fu uno dei principali teorici e collaborò direttamente con Stalin. Eppure, fuori dagli ambienti specialistici, il suo nome resta poco noto: travolto dalle purghe, fu giustiziato nel 1950. Questo libro ricostruisce la sua biografia politica di Voznesenskij, offrendo al contempo uno sguardo sul contesto politico, economico e ideologico dell'epoca.
Giovanni Coco, Giovanni Coco svolge attività di ricerca storica e si occupa in particolare delle relazioni tra Chiesa e Stato nel XX secolo; in Un mosaico di silenzi (Mondadori, 2025), si è occupato di papa Pio XII e del modo in cui affrontò la questione ebraica Una questione controversa.
Archivista e ricercatore all’Archivio Apostolico Vaticano, lo storico ricostruisce questo mosaico attraverso le lettere personali e alla Segreteria di Stato della Santa Sede, i documenti diplomatici, le minute dei discorsi del pontefice, più volte corrette e ricorrette dalla mano dello stesso Pio XII, e gli articoli apparsi sull’Osservatore Romano.
Richard Overy è professore onorario di Storia all’Università di Exeter ed è uno dei più autorevoli storici britannici; in Pioggia di distruzione (Einaudi, 2025), ha ricostruito il contesto che portò a Hiroshima, interrogandosi sulla necessità della bomba atomica per porre fine al conflitto mondiale. Un capitolo decisivo della Storia del Novecento, che parte dalla guerra navale nel Pacifico, e dalle sue complesse strategie, e arriva alla drammatica sequenza di eventi che portò i comandi militari e i leader politici, di entrambi i fronti, a prendere epocali decisioni che avrebbero segnato il destino del mondo.
Pagine che mostrano come le preoccupazioni morali si sono potute attenuare fino al punto in cui gli scienziati, gli aviatori e i politici hanno approvato una strategia di distruzione di massa che non avrebbero mai approvato prima. Rivelandoci però allo stesso tempo quale sia stato lo sforzo messo in campo per cercare di porre fine alle ostilità in Giappone. Un Paese in cui il concetto di “resa” era del tutto estraneo alla cultura nazionale.
«Entro la fine di agosto i giurati potranno esprimere la propria preferenza, dando vita a quella che di fatto è l’unica giuria popolare per un premio di storia in Italia (e fra le più numerose per un premio letterario) – spiegano gli organizzatori – Nel frattempo, i lettori potranno commentare i tre libri finalisti e condividere impressioni e riflessioni, sentendosi ancora più partecipi dell’esperienza».
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