Quando l’arte diventa dinamica, Sacile celebra Alberto Biasi
Due piani a palazzo Ragazzoni per la personale, visitabile fino al 12 aprile 2026: forme in movimento tra luci e colori anche nella cappella gentilizia tra gli stucchi settecenteschi

L’arte dinamica a Sacile celebra il movimento sull’asse sportivo Cortina-Milano nelle Olimpiadi invernali 2026: ci scommette il Comune liventino con lo studio d’arte Gr che taglierà il nastro, venerdì 6 febbraio, alla personale di Alberto Biasi & C. a palazzo Ragazzoni.
Due piani a palazzo per la personale “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea” fino al 12 aprile 2026 e forme in movimento tra luci e colori anche nella cappella gentilizia tra gli stucchi settecenteschi. Biasi e il Gruppo N. negli anni Sessanta del vecchio secolo hanno bruciato la relazione spazio-tempo dell’arte e il conformismo statico. «L’arte dinamica ha un valore simbolico con la concomitanza con i Giochi cerchiati di Milano-Cortina a cui la mostra è ispirata – ha sottolineato il sindaco Carlo Spagnol -. Le opere esposte instaurano il “continuum” con l’energia, la velocità, il ritmo e la tensione delle discipline olimpiche. In movimenti che scompongono e ricompongono lo spazio, proprio come le vibranti geometrie e gli effetti percettivi».
Sacile si conferma città di cultura e d'arte. «L’arte dinamica – il primo cittadino Spagnol ha anticipato ieri la vernice con l’assessore Ruggero Spagnol e il curatore Giovanni Granzotto - celebra l’ottica cinetica al Ragazzoni ha la “firma” importante di Biasi, fondatore del Gruppo N. e il nostro Comune collabora con lo studio d’arte GR e l’Associazione per la tutela dell’arte Triveneta del ‘900. Il sostegno è di Euromobil e Alpha Micron».
L’esposizione è curata da Stefano Cecchetto con Giovanni Granzotto e rilancia l’arte al quadrato: quella del palazzo, un gioiello del Cinquecento veneziano che ospita le sperimentazioni del Novecento. «Al centro del percorso espositivo si colloca l’opera di Alberto Biasi – ha ripreso il primo cittadino Spagnol con Granzotto -, un interprete della neoavanguardia italian. La sua lunga carriera, iniziata alla fine degli anni Cinquanta e scandita da mostre nei più importanti musei del mondo, testimonia un impegno costante verso la sperimentazione percettiva e il dialogo tra arte, scienza e tecnologia».
Dalle celebri “Trame alle torsioni”, dagli “Ottico cinetici” ai “Politipi”, dagli “Assemblaggi” alle “Uniche tele”, poi le installazioni interattive: tutte le opere di Biasi rivelano una ricerca che pone l’osservatore al centro, trasformando il movimento reale o percepito, in motore di significato visivo. In mostra anche le opere di Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi e altri artisti protagonisti dell’arte “optical” internazionale, come Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani e Jorrit Tornquist, teorico della percezione visiva. Poi Umberto Mariani e Claudio Rotta Loria interpreti delle vibrazioni sulle superfici e molti altri come Pasqual e Fabbro, oltre a quelle dell’anticipatore del movimento Josef Albers.
Il dialogo tra le opere fa vibrare le pareti del Ragazzoni di forme, colori e tecniche che esplorano non-stop il dinamismo, come chiave interpretativa della realtà.
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