Marta Cuscunà racconta un patto segreto tra 18 ragazze
Venerdì 6 e sabato 7 febbraio “Sorry, boys” al Palamostre di Udine: «Una storia su tanti tabù che ha fatto scandalo»

A dieci anni dal fortunato debutto torna nella stagione di teatro Contatto del Css, l’attrice e autrice Marta Cuscunà con lo spettacolo “Sorry, boys. Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze”, in scena venerdì 6 e sabato 7 febbraio, alle 21, al Teatro San Giorgio di Udine.
Analisi della società contemporanea, tra violenza di genere, tabù e modelli di mascolinità lo spettacolo è ispirato a una vicenda realmente accaduta nel Massachusetts, che nel 2008 fece il giro del mondo. “Sorry, boys” prende le mosse dalla storia di diciotto adolescenti rimaste incinte nello stesso periodo e dall’ipotesi di un patto segreto per crescere insieme i figli all’interno di una comunità tutta femminile. Un’ipotesi che scatenò una violenta tempesta mediatica internazionale, trasformando un pettegolezzo scolastico in un caso emblematico, capace di mettere a nudo paure, pregiudizi e fragilità di un’intera comunità.
Spiega Marta Cuscunà. «Se ne è parlato moltissimo perché è una storia che ha fatto scandalo visto che trattava diversi tabù, tra cui la sessualità degli adolescenti ma anche in qualche modo il diritto delle donne a scegliere come gestire la riproduzione. L’aspetto per me più interessante è stato quello messo sotto il tappeto: la mia fonte di ispirazione principale è infatti l’unico documentario su questa vicenda, “Glaucester 18”, dove si dà voce ad alcune di quelle ragazze, lontano dai riflettori dello scandalo e in cui una ragazza confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo e una nuova famiglia tutta sua, dopo aver assistito a un terribile femminicidio. Così mi sono posta delle domande su come le gravidanze in età adolescenziale potessero essere legate alla violenza maschile contro le donne in un ambiente domestico».
Ad attendere il pubblico, nel nero della scena due schiere di teste mozze sono appese come trofei di caccia. Da questa immagine potente prende forma uno spettacolo che si inserisce nel percorso di ricerca che Marta Cuscunà ha dedicato alle Resistenze femminili. Attraverso un serrato dialogo, emergono voci maschili disorientate, inchiodate con le spalle al muro, incapaci di comprendere fino in fondo le ragioni di quel patto e il desiderio di autodeterminazione che lo ha generato.
«In preparazione dello spettacolo, facendo ricerche ulteriori ho trovato il documentario “Breaking our silence” in cui il commissario di polizia della cittadina di Gloucester testimonia: “noi eravamo arrivati ad un punto in cui ricevevamo anche due segnalazioni al giorno di abusi in famiglia” così tanti che nella stessa cittadina ben cinquecento uomini, scelsero di marciare per sensibilizzare la comunità al problema. È che è quanto mai urgente ragionare sulle cause della violenza di genere. L’idea che sta alla base di "Sorry, boys" è che a Gloucester, la contestualità tra il patto delle 18 ragazze e la marcia degli uomini, non siano stati solo una coincidenza e che tutto ciò abbia a che fare con il modello di mascolinità tossica che la società impone agli uomini».
In scena la stessa Cuscunà, accompagnata dalle dodici teste mozzate ispirate alla serie fotografica We are beautiful di Antoine Barbot. Rappresentano gli esclusi dal patto di maternità: adulti e giovani maschi inchiodati da una vicenda che li ha trovati impreparati. Le teste sono progettate e realizzate da Paola Villani. La regia e l’assistenza sono di Marco Rogante, il disegno luci è firmato da Claudio “Poldo” Parrino, mentre il disegno del suono è curato da Alessandro Sdrigotti. Le animazioni grafiche sono di Andrea Pizzalis e i costumi di Andrea Ravieli.
Al termine della replica di domani è previsto un incontro con la compagnia.
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