Vinta la sfida della tomoterapia

Al Cro superati i 35 mila trattamenti con la tecnologia che riduce effetti collaterali

A dieci anni dal suo primo utilizzo (maggio 2006) la tomoterapia del Cro, tra i primi istituti italiani ad adottarne l’utilizzo, ha traguardato i 35 mila trattamenti (35.358 a fine 2016), con un trend di utilizzo in ascesa costante.

Una tecnologia che, come osserva Giovanni Franchin, direttore facente funzioni di Oncologia Radioterapica «è l’ultima evoluzione della Imrt, la radioterapia ad intensità modulata, strumento dalle significative potenzialità perché permette di irradiare le neoplasie con una tecnica simile a quella utilizzata per eseguire una Tac spirale, utilizzando cioè piccoli fasci che ruotano intorno al paziente per trecentosessanta gradi rendendo il numero dei possibili angoli di irradiazione pressoché infinito e contribuendo, in ultima analisi, a conformare ancora meglio il trattamento radiante su volumi non solo complessi, ma anche di grosse dimensioni».

In oncologia radioterapica sono trattati con tomoterapia le neoplasie toraciche (in particolare mesoteliomi), i tumori pediatrici, nei giovani adulti, cerebrali, del rinofaringe e delle parti molli. La tomoterapia permette di controllare il paziente con delle scansioni Tac eseguite nel corso del trattamento e, quindi, di correggere in tempo reale eventuali mal-posizionamenti o modificazioni del volume tumorale durante la terapia. «Ma è anche in grado – dice ancora Franchin – di ridurre significativamente la tossicità dei trattamenti radioterapici e si è rivelata essere particolarmente importante rispetto alla popolazione più giovane dove gli effetti collaterali, a breve e soprattutto a lungo termine, sono particolarmente importanti».

Al Cro va ascritto il merito di aver percepito e riconosciuto le grandi potenzialità offerte dalla tomoterapia, «resa disponibile per la cura dei pazienti del nostro territorio – ha aggiunto Paolo De Paoli, direttore scientifico dell’istituto – e dell’intero sistema sanitario nazionale, offrendo non solo cure ottimali per i pazienti ma supportando anche la ricerca scientifica per contribuire alle conoscenze nel campo della lotta ai tumori, così come testimoniato da alcuni lavori pubblicati dal gruppo di oncologia radioterapica su importanti riviste internazionali».

La radioterapia stereotassica e la radiochirurgia hanno rappresentato la prima evoluzione della radioterapia conformazionale ma il progresso tecnologico più rilevante si è ottenuto con la radioterapia a intensità modulata, che ha permesso di “scolpire” il trattamento radiante sul volume tumorale.

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