Via di Natale, la crisi non ferma il cuore

Dalle raccolte fondi 64 mila euro in meno del 2013, ma l’accoglienza cresce. Gallini: «L’hospice arricchisce chi lo frequenta»
Di Miroslava Pasquali

Il calo delle donazioni non ferma la macchina della solidarietà alla Via di Natale e all’hospice di Aviano. La crisi economica ha fatto registrare lo scorso anno una flessione importante (62.423 euro rispetto al 2013) nelle entrate provenienti da raccolte di fondi, ma in compenso è cresciuto il numero delle persone ospitate nella struttura. «In un luogo dove persino i muri sono pregni di sofferenza – ha spiegato la presidente Carmen Gallini nell’affollata assemblea chiamata ad approvare il bilancio sociale ieri sera in sala congressi alla Fiera di Pordenone – c’è qualcosa di incredibile come la solidarietà, l’aiuto, la disponibilità in un momento difficile della vita dei malati oncologici e delle loro famiglie». Le porte dell’ospizio sono sempre aperte per i pazienti e i loro cari alla ricerca di un po’ di sollievo dalla sofferenza. Gli ospiti della Via di Natale vanno incontro al loro destino con dignità, circondati dagli operatori, dai volontari e dalle suore, sempre pronte a regalare un sorriso e una parola di conforto. «Ormai non abbiamo più orari di accoglienza – ha raccontato la Gallini –. Le persone arrivano a qualsiasi ora, con mezzi di fortuna, provate da viaggi lunghi e con il timore di essere rifiutate. In alcune giornate diventa davvero difficile trovare posto per tutti». Nel 2014 sono passate alla Via di Natale 1.742 persone tra familiari e malati, 225 in più rispetto all’anno precedente, nonostante il medesimo numero di posti letto (74). Tra loro anche nove bambini in radioterapia pediatrica. L’hospice per i malati terminali ha accolto 166 persone (82 donne e 84 uomini) anche giornalmente quando l’assistenza a domicilio risultava inadatta. Alla Via di Natale arrivano da ogni parte d’Italia, isole comprese, e persino dall’estero. Sono in aumento anche i friulani che si rivolgono alla struttura. Uno di loro, un bimbo di pochi anni costretto a un ciclo di radioterapia, è stato ospitato lo scorso anno dopo aver perso pochi mesi prima il padre. «Vediamo tante persone con storie familiari difficili alle spalle e in ristrettezze economiche», ha testimoniato la Gallini, che senza perdere il sorriso ha aggiunto: «Eppure ogni giorno accade qualcosa di bello, e il fatto che i familiari dei pazienti deceduti tornino a trovarci dimostra che la Via di Natale non è la casa dove si va a morire, ma un luogo che arricchisce chi lo frequenta». La struttura, lo ha sottolineato la presidente, non riceve contributi pubblici ma vive grazie al buon cuore della gente, friulana e non solo, che lo scorso anno si è prodigata – tra 200 lucciolate e altre iniziative come la raccolta dei tappi in plastica e sughero – sino a raccogliere un milione e mezzo di euro. «È sempre più difficile, ma siamo ottimisti».

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