Gemona, il ricordo del terremoto negli occhi di un alpino: «Scavavamo a mani nude per salvare i sopravvissuti»

Tra la folla del raduno degli alpini a Gemona c’è anche Renato Rubinato, che nel maggio del 1976 era di leva alla caserma Goi Pantanali e visse in prima persona le ore drammatiche del terremoto. «Le sensazioni sono indescrivibili, bisogna esserci stati», racconta ricordando il momento in cui vennero estratti dalle macerie alcuni commilitoni. «Tutti si davano da fare, nessuno escluso». Nei giorni successivi, spiega, alpini e soccorritori scavarono «con pale, picconi e anche con le mani», perché sotto le macerie c’erano ancora persone vive. «I mezzi meccanici non si potevano usare». A cinquant’anni dal sisma Rubinato torna ancora più volte l’anno a Gemona: «Siamo stati fortunati, siamo ancora qui per raccontarlo».
Video a cura di GIuseppe Beltrame

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