Meloni sfila con gli Alpini in Friuli per scacciare la crisi: «Sono il volto migliore dell'Italia»
La premier cerca il bagno di folla e l'abbraccio delle penne nere dopo una settimana politica durissima, segnata dal caso diplomatico con Donald Trump e dal sorpasso nei sondaggi del generale Vannacci. Il legame indissolubile con il territorio a cinquant'anni dal terremoto del 1976

Aveva la necessità, Giorgia Meloni, di un’immersione nei valori e nell’identità, lasciandosi alle spalle una settimana politica tra le più difficili da quando governa il Paese. Prima l’acceso confronto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha miracolosamente coalizzato la politica italiana in difesa della premier accusata dal Tycoon di averlo implorato per una foto, con le conseguenze che hanno generato un caso diplomatico e una frattura tra i due Paesi. Poi i sondaggi che danno in crescita il partito del generale Vannacci a scapito del centrodestra gettando più di qualche ombra sul futuro.
La premier Meloni non era riuscita a partecipare lo scorso mese di maggio all’adunata nazionale degli alpini a Genova, c’era invece il generale Vannacci, polemiche comprese.
E ora per chiudere una pagina di politica estera imbarazzante, la leader di Fratelli d’Italia ha scelto di sfilare a Gemona tra gli alpini e i loro familiari, tra le ali di quel popolo che il Tricolore lo conosce e lo difende da sempre, tra chi sa mettersi al fianco della gente, come mezzo secolo fa fecero migliaia e migliaia di militari nel Friuli ferito. La premier ha voluto calarsi fra gli alpini e nell’abbraccio della folla, cercando nell’empatia lo slancio per ripartire.
Nel 2023 la presidente del Consiglio partecipò all’adunata dell’Ana a Udine, un raduno che aveva come motto: «Alpini, la più bella famiglia». Sulle pagine del Messaggero Veneto, domenica 14 maggio, Meloni scrisse: «Il corpo di fanteria di montagna più antico del mondo continua a dare lustro alla nazione, sono trascorsi più di 150 anni dalla sua costituzione e questo non è solo un fatto di memoria, ma di presenza attiva nel cuore e nella mente dei cittadini, perché gli alpini sono uomini e donne del fare. Tutti i giorni con lo stesso spirito, in Patria e all’estero, gli italiani di buona volontà scrivono la loro storia che è la nostra storia e noi, che abbiamo il dovere di servire, dobbiamo essere all’altezza della loro chiamata, la straordinaria avventura della Nazione».
Poco più di un mese fa, il 6 maggio, a Gemona erano presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Meloni per le celebrazioni in occasione dell’anniversario del terremoto. Questa domenica è ritornata per rinsaldare il rapporto con le penne nere. A loro non va soltanto il grazie delle istituzioni che hanno passato in rassegna i reparti, ma il riconoscimento dei friulani per l’indispensabile aiuto portato mezzo secolo fa e per l’indissolubile legame che ne è nato. Appartengono al volto migliore dell’Italia, esempio di forte orgoglio nazionale, sempre. Inscindibile simbolo e valore identitario del nostro Friuli.
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