Truffa, sorelle Zoppas inguaiate

Hanno affidato il denaro a un promotore infedele e ci hanno rimesso una fortuna.

PORDENONE. E’ arrivata a coinvolgere le sorelle Gabriella e Renata Zoppas (figlia di Augusto, della dinastia veneta aziendale), la maxitruffa dell’ex promotore finanziario cinquantenne di Credit Suisse (denunciato dalla banca) Daniele Vidotto, accusato di un buco da 6 milioni di euro.

Secondo l’accusa, Vidotto, che gestiva da solo un portafoglio da 110 milioni di euro (cifra che corrisponde al patrimonio di un’intera filiale di banca), ha alleggerito i conti dei clienti non solo intascandone i soldi, ma anche causandone pesantissime perdite con investimenti evidentemente sbagliati. Di qui l’amara scoperta, da parte degli stessi clienti, di veri e propri tracolli finanziari, anche da decine di milioni di euro con interi patrimoni erosi. E tutto questo senza che i diretti interessati nulla sapessero (e nulla potessero fare) in quanto il promotore si era premurato di nascondere le perdite abissali truccando le carte e presentando falsi prospetti.

Ed è quello che è successo alle sorelle Gabriella e Renata Zoppas della dinastia coneglianese, tra le maggiori clienti e conseguentemente tra le maggiori vittime del promotore. Le perdite a loro carico sono pesantissime, milioni di euro, appunto. Il crac è stato scoperto soltanto a metà ottobre quando i legali milanesi delle Zoppas ne hanno chiesto conto a Vidotto e alla Credit Suisse. Il sospetto espresso dagli avvocati è che l’erosione non sia frutto di un’operazione sbagliata, ma che si sia protratta nel corso degli anni. Un’emorragia di cui le Zoppas nulla sapevano, convinte che invece i loro patrimoni fossero in mani sicure, mani capaci di farli lievitare e fruttare.

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