Schianto con tre morti, l'ex compagna di Di Paolantonio aveva detto: "So che vuole farla finita assieme a me"

Temjenlelmla Jamir aveva rilasciato la confidenza tempo fa a “Voce Donna” di Pordenone. La convivenza tra i due era difficile da tempo. La 37enne viaggiava assieme all'uomo sul furgone Ducato che è andato a sbattere contro il camion condotto da Florindo Carrer

PORDENONE. Era da tempo che Cristiano Di Paolantonio e Temjenlelmla Jamir vivevano un periodo difficile, culminato nella denuncia presentata alla polizia. Lei si era rivolta all'associazione antiviolenza Voce Donna di Pordenone.

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Si parlava di presunti maltrattamenti. Era stato attivato anche l’ufficio Minori della Questura che si stava occupando di trovare un alloggio a Temjenlelmla e alle due bambine.

Secondo quanto riferito dalla donna, lui aveva manifestato più volte intenti suicidi e aveva affermato di volerla coinvolgere nel gesto estremo. Le consulenti del sodalizio si erano subito occupate della vicenda.

Poi Cristiano era stato preso in cura dai servizi psichiatrici e la situazione sembrava migliorata anche se i due continuavano ad abitare in case separate.

Domenica pomeriggio Di Paolantonio aveva convinto l’ex compagna a venire con lui in una breve gita in montagna, sul Cansiglio.

Tre morti nello scontro tra un camion e un furgone

Al rientro, l’improvvisa sbandata all’altezza di Vittorio Veneto: il suo furgone (non quello della ditta, che guidava al momento dell’incidente mortale) era andato a schiantarsi dopo aver abbattuto un muretto di cinta e un palo della illuminazione.

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Lei era stata trasportata in elicottero in ospedale a Treviso. Pochi minuti prima delle 11 di lunedì era stata dimessa. Ad aspettarla c'era Cristiano, venuto a prenderla con il furgone della ditta (quello di Di Paolantonio era inservibile dopo lo schianto a Vittorio Veneto).

Evidentemente lei non aveva paura. Era salita sul furgone. Non poteva sapere che sarebbe stato il suo ultimo viaggio.

Tornando al fascicolo per duplice omicidio volontario, c’è da precisare che per quanto riguarda l’uccisione di Correr si parla di “dolo eventuale”: ovvero, nell’attuare la condotta omicidiaria e suicidiaria, Di Paolantonio sarebbe stato comunque consapevole di rischiare di mettere in pericolo anche altre vite oltre alla propria e a quella dell’ex compagna.

Un fascicolo per omicidio volontario era stato aperto per un caso che presenta diverse analogie da parte della Procura di Vicenza per un incidente avvenuto il 7 marzo vicino a Gambellara. Antonio Facchin, 54 anni, al volante, e Vanna Meggiolaro, 50 anni, le vittime.

Nessun segno di frenata. Le indagini hanno accertato che l’accaduto sarebbe da attribuire a un gesto deliberato, legato ai problemi della coppia, in fase di separazione.

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