Tre morti nello schianto sulla Cimpello-Sequals, per il pm è stato omicidio-suicidio

Secondo le ultime ricostruzioni della Procura e alcune testimonianze, il cordenonese Cristian Di Paoloantonio avrebbe volontariamente provocato l’incidente in cui hanno perso la vita anche l’ex compagna e l’autista di un autocarro

Tre morti nello scontro tra un camion e un furgone

PORDENONE. La Procura di Pordenone ha aperto un fascicolo sullo schianto avvenuto sulla Cimpello-Sequals, lunedì 13 marzo, in cui hanno perso la vita tre persone.

Alla luce delle ultima novità emerse, si configura l’ipotesi di un omicidio-suicidio.

Il cordenonese Cristian Di Paoloantonio, di 44 anni, che era al volante di un furgone Fiat Ducato, avrebbe volontariamente provocato l’incidente rimanendo ucciso sul colpo.

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Ricordiamo che a fianco dell’uomo viaggiava l’ex compagna Jamir Temjenlelmila, 38 anni, nata in India e di cittadinanza italiana, che nel terribile impatto ha perso la vita assieme all’autista di un autocarro che procedeva nella corsia di marcia opposta, il 52enne di Cessalto Florindo Carrer.

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In pratica, come anticipato, Di Paoloantonio si sarebbe suicidato lanciando il furgone contro l’autocarro. E provocando al tempo stesso la morte della donna e dell’altro uomo.

E' questa la ricostruzione che emerge dagli accertamenti compiuti fino ad ora dal pm titolare dell’inchiesta, Maria Grazia Zaina. La svolta è arrivata questa mattina, mercoledì 15 marzo, quando sono stati acquisiti elementi tali da far escludere l'ipotesi di un normale incidente. 

Sono state acquisite anche testimonianze raccolte nella cerchia di parenti e amici che conoscevano Di Paoloantonio.

Ma non solo. A suffragare questa tesi ci sarebbero anche alcuni elementi emersi nella ricostruzione della dinamica: sull’asfalto non c’erano segni di frenata da parte del furgone che, invece, viaggiava a una velocità ritenuta eccessivamente e irragionevolmente elevata.

Per cui, come detto, le ipotesi su cui lavora la Procura sono quelle di suicidio e omicidio volontario.

Va detto che i carabinieri non avevano trovato, fino a martedì 14 marzo, alcuna evidenza che l’invasione di corsia fosse stata provocata da un gesto deliberato del conducente del Fiat Ducato.

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Cosa che, al contrario, sarebbe emersa alla luce degli ultimi riscontri.

A insospettire gli inquirenti anche l’incidente in Cansiglio che aveva visto coinvolti il 44enne cordenonese e l’ex compagna, il giorno precedente.

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Anche in quel caso alla guida c’era Di Paoloantonio. Jamir era rimasta ferita. Di Paolantonio, il giorno dell’incidente, era andato a prenderla all’ospedale di Treviso. Insieme sarebbero dovuti andare a prendere la figlia a scuola.

Invece il furgone ha preso un’altra direzione, imboccando la Cimpello-Sequals.

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