Punto nascita di Tolmezzo, i dubbi di Zilli

TOLMEZZO. La Regione ha chiesto la deroga per il punto nascita dell’ospedale di Tolmezzo? Lo domanda con un’interrogazione la consigliera regionale della Lega Nord, Barbara Zilli, dopo la pubblicazione degli ultimi dati dei parti nei vari punti nascita della Regione, segnalando al contempo come ad Angera, in provincia di Varese, sia stata recentemente concessa la deroga dal Ministero, anche in seguito all’impegno di cittadini ed istituzioni.
«In futuro – chiede Zilli – le mamme della Carnia e del Friuli potranno ancora partorire a Tolmezzo?». Zilli pone la questione della sopravvivenza del punto nascita di Tolmezzo che, secondo i primi risultati, seppur provvisori, sembrerebbe sotto la quota dei 500 parti, limite stabilito per gli standard di sicurezza.
«I primi dati relativi al 2016 – osserva – ci dicono che a Tolmezzo il trend delle nascite è inferiore ai 500 parti l’anno, per cui chiedo alla Regione se sia stata richiesta al Ministero la deroga per quel punto nascita, considerato che l’Ospedale di Tolmezzo serve un’area molto vasta e con caratteristiche orogeografiche difficili, essendo situato in zona montana. Non solo. Il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio carnico è stato recentemente ristrutturato e presenta standard di qualità e sicurezza davvero di alto livello, tanto che non solo le mamme dell’Alto Friuli scelgono di partorire a Tolmezzo. Attendiamo di conoscere il dato definitivo dei parti – dice – posto comunque che il valore di riferimento dei 500 parti non può essere l’unico indicatore per mantenere in vita un punto nascita. La sicurezza per le mamme e per i neonati nei nostri nosocomi è altissima, non possiamo lasciare che i meri calcoli numerici affossino le nostre eccellenze. Inoltre – conclude – non possiamo permettere che il territorio dell'Alto Friuli paghi ancora una politica della salute legata solo alle cifre e ai risparmi, penalizzando territorio e cittadini». (t.a.)
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