Precipita con l’F-16: si eietta e si salva

Disavventura in volo per il maggiore Luca Crovatti, di Cordenons, recuperato nell’Adriatico
LIDO DI SAVIO.
Brutta avventura per il maggiore dell’Aeronautica Luca Crovatti, 37 anni, di Pordenone. Ieri pomeriggio stava sorvolando il mare Adriatico con il suo F-16, a 4 miglia dalla spiaggia di Lido di Savio, nel Ravennate, quando durante un volo di addestramento il jet è andato in avaria. Il pilota si è eiettato e si è salvato. Il caccia è andato distrutto. L’incidente è avvenuto alle 15.30 mentre Crovatti stava rientrando alla base del 23° gruppo di volo del 5° stormo di Cervia, cui appartiene. Recuperato cosciente da un peschereccio, che lo ha trasferito a Porto Canale di Cervia, il maggiore è stato visitato presso l’ospedale di Ravenna. Gli esami non hanno riscontrato lesioni significative.


Originario della città di Cordenons, sei anni fa Crovatti aveva ottenuto negli Stati Uniti, a Tucson in Arizona, il brevetto di volo per pilotare gli F16 all’età di 30 anni. In quel periodo il ministero della Difesa italiano aveva acquistato in leasing e consegnato all’Aeronautica italiana 34 velivoli di tipo A e B proprio dagli Usa, durante l’amministrazione Bush.


Luca Crovatti ha frequentato le scuole elementari a Cordenons, mentre le scuole medie e il liceo classico lo avevano visto tra i banchi del Don Bosco. Ha sempre avuto un grande interesse per gli aerei, tanto che, ricordava il padre Enzo, venuto a mancare il 26 marzo scorso, li disegnava dappertutto. Durante gli studi Luca Crovatti aveva dunque le idee chiare su cosa volesse fare da grande. Sapendo anche quali rischi si corrono.


Finite le scuole superiori, provò il concorso per entrare all’Accademia aeronautica di Pozzuoli, nel 1992. Nel gennaio 1996 la sua prima grande esperienza. Venne inviato alla base di Sheppard, nel Texas, ottenendo il brevetto di pilota Nato dopo 200 missioni e un anno e mezzo di addestramento. Dal Texas a Grosseto, dove Luca ottenne il brevetto di pilota F104. Successivamente andò proprio a Cervia, dove è sempre rimasto salvo una parentesi a Bari. Crovatti fa parte della linea di difesa aerea della penisola italiana.


Il padre Enzo Crovatti amava ricordare che da Cervia, una volta la missione di volo si spinse fino in Friuli, e lui chiamò la famiglia prima di decollare. Così i genitori videro il jet del figlio sopra la propai abitazione.


L’esperienza maturata negli Stati Uniti, col conseguimento del brevetto F-16, gli è servita molto nella circostanza della caduta in mare di ieri. «Le cause saranno oggetto di esami approfonditi – hanno dichiarato dall’ufficio stampa del 5° stormo di Cervia –. Il nostro maggiore ha potuto mettersi in contatto dal peschereccio che lo ha tratto a riva, attraverso il telefono cellulare in sua dotazione. E’ stato recuperato in discrete condizioni, non ha mai perso conoscenza. Per fortuna non è accaduto nulla di grave, il pilota sta bene e questo ci rende felici».


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