Parco del Torre, è allarme caccia La gente: pericoloso passeggiare

UDINE. «Camminare nel parco naturalistico del Torre con i fucili puntati oltre a essere un controsenso è anche rischioso per i bambini e i cani che portiamo a passeggiare». Gli amanti dell’aria aperta alla ricerca di un po’ di svago nel parco del Torre, dove è ammessa la caccia e dove sempre più spesso si incrociano con i cacciatori, protestano: «Nel parco del Torre non ci sentiamo più sicuri - sostiene Maria Vidal facendosi portavoce di un malumore diffuso - passeggiare con i fucili puntati può essere pericoloso, chi ci assicura che non parta un colpo o che un cane non venga scambiato per una lepre?». La convivenza tra cacciatori e i frequentatori del parco a est della città è difficile non a caso il direttore della riserva di caccia di Udine, Silvano Buiatti, raccomanda attenzione e suggerisce ai cacciatori di «passare il più inosservati possibile».
Il problema esiste anche se, e questo lo riconoscono entrambe le parti, le regole non sono affatto disattese. Nel parco del Torre, infatti, dal 15 maggio al 15 gennaio, è ammessa la caccia di selezione, vale a dire la caccia al cinghiale e al capriolo. Ecco perché a pochi centinaia di metri dall’ingresso e un po’ più avanti verso l’argine del torrente sono state realizzate due torrette in legno dove i cacciatori si appostano in attesa delle prede. E se fino a qualche anno fa il parco era terreno quasi esclusivamente loro, ora, come sottolinea Buiatti, «già alle 6 del mattino c’è gente che corre». In effetti, e la signora Vidal è buona testimone, sempre più spesso capita di vedere le mamme con i bambini o la gente che porta a passeggio il cane mentre i cacciatori sono appostati sulle torrette. Senza contare che all’interno del parco c’è anche l’area riservata al motocross e poco distante un maneggio. «Andare a passeggiare nel Torre è pericoloso - insiste la signora - senza contare che è un controsenso trovare il cartello “parco naturale del Torre” e poi vedere un cacciatore che ti può sparare». Da qui la domanda: «E’ un parco o una riserva di caccia?». La risposta non può che essere «entrambe». Lo sa bene il direttore della riserva che riconosce: «La convivenza è problematica anche se le torrette garantiscono ai cacciatori di sparare in sicurezza, dall’alto verso al basso proprio per evitare rimbalzi». Ma questo non basta a tranquillizzare gli animi, tant’è che lo stesso Buaitti ribadisce: «Fino a qualche anno fa il Torre era abbandonato ai cacciatori, mentre ora è diventato un posto per tutti e quindi, le due anime, si scontrano». Proprio per scongiurare eventuali incidenti, anche verbali, il direttore della riserva di caccia raccomanda ai cacciatori massima prudenza: «Cercate di diventare invisibili, noi abbiamo le armi in mano quindi, più di altri, dobbiamo mantenere la calma». Anche se poi, ammette Buiatti, la gente disturba noi e gli animali. I cani sono predatori sa che danno fanno ai fagiani e alle piccole lepri che corrono nel parco?». Detto questo, il direttore assicura che nella riserva di caccia non sono mai stati registrati incidenti auspicando che la convivenza tra cacciatori e amanti dell’aria aperta non diventi davvero impossibile.
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