Parco del Torre, è allarme caccia La gente: pericoloso passeggiare

I frequentatori del polmone verde di Udine sollevano il caso: è un controsenso camminare con il fucile puntato. E il direttore della riserva assicura: ho già raccomandato massima attenzione.
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP

UDINE. «Camminare nel parco naturalistico del Torre con i fucili puntati oltre a essere un controsenso è anche rischioso per i bambini e i cani che portiamo a passeggiare». Gli amanti dell’aria aperta alla ricerca di un po’ di svago nel parco del Torre, dove è ammessa la caccia e dove sempre più spesso si incrociano con i cacciatori, protestano: «Nel parco del Torre non ci sentiamo più sicuri - sostiene Maria Vidal facendosi portavoce di un malumore diffuso - passeggiare con i fucili puntati può essere pericoloso, chi ci assicura che non parta un colpo o che un cane non venga scambiato per una lepre?». La convivenza tra cacciatori e i frequentatori del parco a est della città è difficile non a caso il direttore della riserva di caccia di Udine, Silvano Buiatti, raccomanda attenzione e suggerisce ai cacciatori di «passare il più inosservati possibile».

Il problema esiste anche se, e questo lo riconoscono entrambe le parti, le regole non sono affatto disattese. Nel parco del Torre, infatti, dal 15 maggio al 15 gennaio, è ammessa la caccia di selezione, vale a dire la caccia al cinghiale e al capriolo. Ecco perché a pochi centinaia di metri dall’ingresso e un po’ più avanti verso l’argine del torrente sono state realizzate due torrette in legno dove i cacciatori si appostano in attesa delle prede. E se fino a qualche anno fa il parco era terreno quasi esclusivamente loro, ora, come sottolinea Buiatti, «già alle 6 del mattino c’è gente che corre». In effetti, e la signora Vidal è buona testimone, sempre più spesso capita di vedere le mamme con i bambini o la gente che porta a passeggio il cane mentre i cacciatori sono appostati sulle torrette. Senza contare che all’interno del parco c’è anche l’area riservata al motocross e poco distante un maneggio. «Andare a passeggiare nel Torre è pericoloso - insiste la signora - senza contare che è un controsenso trovare il cartello “parco naturale del Torre” e poi vedere un cacciatore che ti può sparare». Da qui la domanda: «E’ un parco o una riserva di caccia?». La risposta non può che essere «entrambe». Lo sa bene il direttore della riserva che riconosce: «La convivenza è problematica anche se le torrette garantiscono ai cacciatori di sparare in sicurezza, dall’alto verso al basso proprio per evitare rimbalzi». Ma questo non basta a tranquillizzare gli animi, tant’è che lo stesso Buaitti ribadisce: «Fino a qualche anno fa il Torre era abbandonato ai cacciatori, mentre ora è diventato un posto per tutti e quindi, le due anime, si scontrano». Proprio per scongiurare eventuali incidenti, anche verbali, il direttore della riserva di caccia raccomanda ai cacciatori massima prudenza: «Cercate di diventare invisibili, noi abbiamo le armi in mano quindi, più di altri, dobbiamo mantenere la calma». Anche se poi, ammette Buiatti, la gente disturba noi e gli animali. I cani sono predatori sa che danno fanno ai fagiani e alle piccole lepri che corrono nel parco?». Detto questo, il direttore assicura che nella riserva di caccia non sono mai stati registrati incidenti auspicando che la convivenza tra cacciatori e amanti dell’aria aperta non diventi davvero impossibile.

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