Nell'aeroporto Fvg piove dentro, viaggio choc nel degrado

Le infiltrazioni d’acqua in particolare nella sala d’aspetto per Monaco. I servizi lasciano a desiderare: il bar chiude se non sono previste partenze
Bonaventura Monfalcone-15.11.2014 Aeroporto fvg e aereo Alitalia-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-15.11.2014 Aeroporto fvg e aereo Alitalia-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

RONCHI DEI LEGIONARI. Non c’è acqua nella fontanella sotto la statuetta della Beata Vergine di Loreto, protettrice degli aviatori. E la piccola vasca, accanto alla scala mobile che porta al primo piano dell’aeroporto, mostra i segni dell’usura, dando un senso di trascuratezza.

In compenso l’acqua, quella piovana, entra da molti pertugi del tetto e allaga, se il temporale è di una certa consistenza, come accade in questo periodo, la sala d’aspetto del gate 5, dedicata ai passeggeri che devono imbarcarsi per il volo con destinazione Monaco di Baviera, il corridoio che porta alla sala Vip (quasi perennemente chiusa), la zona delle biglietterie e quella degli uffici degli autonoleggi e diverse altre aree dello scalo.

Si è vero, piove dentro. In un aeroporto che fino a prova contraria appartiene alla Repubblica italiana, succede incredibilmente anche questo. I secchi sono lì, accanto ai segnalatori gialli di attenzione, a testimoniarlo, lasciati dalle addette alle pulizie perchè non si sa mai, uno scroscio potrebbe venire giù da un momento all’altro e loro non possono essere presenti 24 ore su 24, a vigilare.

E a pulire, ogni giorno la stessa storia. Qualche lavoro di manutenzione è stato fatto, un anno e mezzo fa. Ricatramato il sottotetto, cambiate le guarnizioni. Ma non è bastato. E’ stata solamente ridotta l’entità del problema, che è lontano da una soluzione. Perchè servirebbero interventi strutturali, che costano. O che avrebbero dovuto essere fatti anni addietro, quando ancora si poteva rimediare con poca spesa.

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Quella delle infiltrazioni è una delle grane più rilevanti segnalate nel dossier riservato che è in possesso del Messaggero Veneto. Ma non è l’unica. Anzi il cahier de doleance è ottimo e abbondante. E basta trascorrere un paio d’ore all’interno del “Savorgnan di Brazzà”, in una tarda mattinata di un giorno qualunque, per rendersi conto che non si tratta di fantasie.

Un’altra carenza importante coinvolge le persone con disabilità fisica. Chi è costretto in carrozzina non può raggiungere da solo, dalle sale d’aspetto del primo piano, l’imbarco per un volo. Ci sono due rampe di scale, nessun altro modo per scendere. All’inconveniente l’Aeroporto Spa ha rimediato con un servizio di assistenza, affidato a una cooperativa esterna.

Nel dossier si segnala ancora, nella sala arrivi, presso il controllo Schengen, la «totale mancanza sia del riscaldamentto che dell’aria condizionata, con relativo disagio per i passeggeri e il personale di polizia che effettua il servizio di controllo passaporti».

Nell’ultimo anno l’impianto di aria condizionata è entrato in funzione, ma l’aria viene accesa ai minimi regimi e completamente spenta il sabato e la domenica. Adesso, invece, nell’area del ritiro bagagli e dei controlli passaporti c’è freddo, nonostante la temperatura esterna non sia ancora invernale.

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Pure le rampe mobili di accesso agli aerei, come i bus per il trasporto passeggeri, risultano privi di aria condizionata e riscaldamento. Il grado di pulizia delle toilette è accettabile, ma all’esterno, accanto a una colonnina per il pagamento del ticket dei parcheggi c’è un contenitore per i rifiuti strapieno, con un sacchetto di immondizia abbandonato lì accanto.

Anche i servizi per i viaggiatori e i turisti lasciano a desiderare. Il via vai di valigie, lo squillare di telefonini, gli avvisi tramite altoparlante, tipici di un qualsiasi aeroporto europeo, qui sono del tutto assenti. C’è un’atmosfera asettica, un silenzio irreale: non serve tendere l’orecchio per sentire il rumore dei tacchi delle scarpe da donna. Le poche persone che si aggirano tra un’uscita e l’altra sono impiegati, o carabinieri o poliziotti. Nel ristorantino al primo piano pranza un unico avventore

. Il bar che si trova al di là del controllo bagagli, nell’area partenze, apre solo in coincidenza delle partenze stesse, per il resto è chiuso. Stesso discorso per il duty free, avamposto per chi vorrebbe fare acquisti. La piazzetta commerciale dove un tempo si potevano degustare vini e prodotti friulani è stata smantellata. Per farci cosa? Un inutile e grandissimo salone quasi del tutto vuoto.

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Altra stranezza che balza all’occhio riguarda gli spazi pubblicitari. A Ronchi, caso più unico che raro, sono vuoti almeno al 70%. Ci sono solo gli spot di Danieli, Generali, Fincantieri e della Popolare di Vicenza nelle vicinanze del gate partenze per Roma. Nell’area arrivi si trova uno stand della TurismoFVG senza addetti (almeno nella stagione invernale) dove è collocato del materiale pubblicitario.

Pare che la prima versione della brochure in lingua russa sia stata ritirata (e poi precipitosamente rifatta) perchè c’erano 36 errori di traduzione od ortografia. Un paio di persone comprano un biglietto, l’attesa dei pochi arrivi con il volo da Napoli, la partenza delle 13.30 per Monaco, il lungo scorrere delle ore fino ai voli programmati per il tardo pomeriggio e la sera, Londra, Trapani, Milano e Roma.

«L’aeroporto si trova in condizioni disastrate sia sotto il profilo manutentivo che organizzativo - si legge nel dossier -. Ogni società che si rispetti, di fronte a tali risultati ripetutamente negativi (nei primi nove mesi del 2014 il calo di passeggeri ha toccato il record del 16 per cento, ndr) si sarebbe posta il problema di sostituire il management». Che i tempi siano maturi?

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