Dressi: il 2014 sarà in rosso e se la Regione vuole mi cacci

Dopo la bufera, parla il presidente: Venezia vuole cannibalizzarci. «Il calo dei passeggeri preoccupa, come quello del Pil o degli occupati»
ANTEPRIMA Udine 7 Luglio 2007 alleanza nazionale
ANTEPRIMA Udine 7 Luglio 2007 alleanza nazionale

UDINE. Prima nicchia, poi si sbottona. E parla della bufera che ha investito l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Il presidente della società controllata al 100 per cento dalla Regione, Sergio Dressi, è sereno.

«Se la giunta mi accusa di qualcosa può revocarmi - dice -. Io non intendo fare passi indietro». E poi ammette, sconsolato: «Il bilancio 2014 lo chiuderemo in rosso. Non potremo fare altrimenti, visti i numeri dei passeggeri. Ma veniamo da tre anni di bilanci in attivo, siamo stati bravi».

Presidente, l’hanno pugnalata alle spalle.

«Chi ha diffuso quelle notizie, che non sono note neanche al Consiglio di amministrazione, non ha fatto bene all’aeroporto. Si tratta di documenti riservati che abbiamo in mano io, il direttore generale e la Regione. Per esclusione posso intuire chi ha voluto rivelarle. Noi siamo una società commerciale, le clausole di riservatezza sono state violate».

Ma lei non vuole polemizzare.

«No. Perchè sono presidente e amministratore delegato di una Società per azioni che devo tutelare. E devo garantirne l’operatività, al riparo dalle diatribe politiche. E poi queste polemiche non mi riguardano».

Come non la riguardano? L’aeroporto non ha problemi?

«Al contrario. I problemi ci sono e sono importanti. Ma è la Regione il socio unico. Dovrebbero intervenire loro, prima di tutto. Io ho il compito di difendere l’operatività dello scalo».

Il bilancio 2014 non promette bene.

«Ah il bilancio di quest’anno non sarà in attivo, è proibitivo, vista la situazione. Limiteremo al massimo le perdite, contenendo tutte le spese e tagliando dove è possibile. Però veniamo da tre bilanci in utile, tutti mi hanno fatto i complimenti per le performance passate. Una importante funzionaria dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile, ndr) mi ha chiamato l’altro giorno e mi ha detto, testuale, che fare tre bilanci consecutivi in positivo ha del miracoloso. Non so se mi spiego».

Provi a spiegare anche il calo del 16 per cento dei passeggeri.

«Preoccupa certo. Come il calo del Pil nazionale e quello degli occupati. Ma sono dati che non dipendono da noi, c’è stato il problema di Alitalia, prima dell’alleanza con Etihad. E poi, scusi, nel 2012 avevamo fatto un record incredibile, adesso c’è la flessione, ci può stare. Io ho fiducia nel 2015, non stiamo mica con le mani in mano. Cerchiamo di trovare vettori, compagnie, di portare turisti. Ma gli aerei dobbiamo riempirli. Qualche anno fa la Regione, giunta Illy, pagò un milione di euro per il collegamento con Budapest. Gli aerei, in quell’anno di esperimento, viaggiarono vuoti. E’ ciò che vogliamo? La nostra società non può trovare da sola gli utilizzatori dei servizi».

Un milione i voli per Budapest. Come il costo della famigerata livrea “acchiappa turisti” sull’aereo Alitalia.

«Ma mica l’ho voluta io quella cosa. Si legga il piano strategico di TurismoFVG, lì c’è scritto tutto. L’iniziativa è merito, o colpa, loro».

A proposito di budget. Fa scalpore lo stipendio da 255 mila euro del direttore generale Paolo Stradi.

«Io l’ho trovato già lì. Chiedete a chi mi ha preceduto il perchè Stradi non è stato mai sostituito. Ma glielo posso dire anch’io: è un professionista di altissimo livello, che è dentro i principali enti dell’aviazione civile italiana. Ha un curriculum importante».

Eppure sembra che solo Ronchi stia andando male...

«I confronti con gli aeroporti vicini sono improponibili. Lubiana è la capitale di uno Stato di 2 milioni di abitanti, Venezia è Venezia, una meta conosciuta in tutto il mondo. E Treviso e Verona, con un bacino di utenza di oltre 4 milioni di abitanti, vivono di luce riflessa».

Magari anche noi potremmo beneficiare di un po’ di quella luce. O no?

«Le alleanze? Sono più che opportune. Anche se io, a dire il vero, in passato ho avuto la sensazione che Save volesse cannibalizzarci. La trattativa, comunque, tocca alla Regione. Noi possiamo dare una mano».

Lei non molla presidente. O sbaglio?

«Non faccio alcun passo indietro, perchè dovrei? Non godo della fiducia del socio unico solamente per motivi politici: io di centrodestra, loro di centrosinistra. Ma non certo per ragioni funzionali. Se mi accusano di qualcosa, mi revochino. E’ nei loro poteri. Il Cda dell’Aeroporto scade ad aprile 2015. Vorremmo esserci».

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