Maxi truffa milionaria, Gaiatto aveva già il biglietto per andare a Dubai

PORDENONE. Due biglietti andata e ritorno per Dubai, con partenza nel ponte di Ognissanti, intestati a Fabio Gaiatto, 43enne portogruarese e alla sua compagna Najima Romani, 31 anni, sono stati trovati dalla Guardia di finanza durante la perquisizione.
Sarebbe stata la seconda tappa dell’anno negli Emirati per la coppia portogruarese. Un paese in cui non valgono le convenzioni internazionali per le rogatorie, qualora la caccia ai milioni dei risparmiatori spariti da parte degli inquirenti decidesse di prendere tale rotta. Negli Emirati non c’è l’obbligo di comunicare alcunché alle autorità giudiziarie.
L’avvocato Maurizio Miculan stronca, però, sul nascere ogni fantasticheria: «Si tratta di biglietti dati dalla compagnia di bandiera Emirates come forma di rimborso per un disservizio patito durante il viaggio di capodanno, con ritardi nelle coincidenze».
All’epoca Gaiatto e Romani fecero scalo per qualche giorno a Dubai, prima di raggiungere un’isola. « Fu na semplice vacanza», ha sottolineato l’avvocato Miculan.
Fra l’altro il legale intende dimostrare l’insussistenza del pericolo di fuga contestato alla sua cliente al tribunale del riesame proprio provando che dopo l’esplosione mediatica dell’indagine sul gruppo Venice la coppia ha scelto come mete per le proprie vacanze paesi esteri in cui non è consentita l’estradizione.
Da quei viaggi, invece, sono ritornati entrambi. Gaiatto e Romani andavano in vacanza all’estero soltanto a Pasqua e nel periodo natalizio.
Se davvero avessero voluto fuggire, lo avrebbero fatto in occasione di quei viaggi. Invece sono rimasti nella villa a Portovecchio, dove hanno il centro degli interessi affettivi e familiari. Non c’era dunque l’intendimento di sottrarsi all’indagine della Procura di Pordenone.
In questo caso avevano prenotato sia i voli di andata che quelli di ritorno, approfittando del rimborso della compagnia, per pianificare il viaggio a fine ottobre. Si preannuncia dunque battaglia al tribunale del riesame di Trieste, al quale hanno fatto ricorso quasi tutti gli indagati sottoposti a misura cautelare l’11 settembre scorso. Scade venerdì il termine per depositare l’istanza.
Intanto il gip Rodolfo Piccin, acquisiti i pareri del pubblico ministero dopo gli interrogatori, ha modificato le misure cautelari dall’obbligo di dimora al semplice obbligo di firma per Marco Zussino, 41 anni di Basiliano, quadro di un’azienda della Sinistra Isonzo (avvocato Elisabetta Zuliani); Massimiliano Franzin, 45 anni, di Oderzo (avvocato Remo Lot) e Giulio Benvenuti, 33enne vicentino (avvocato Laura Fagotto).
Respinta invece la richiesta di Massimiliano Vignaduzzo, 46 anni residente a San Michele al Tagliamento (avvocato Francesco Murgia) che resta agli arresti domiciliari. Non è stato ancora espresso il parere del pm invece sugli indagati in obbligo di dimora ascoltati martedì scorso dal gip.
Tutti i presunti procacciatori si sono invece professati estranei ai raggiri e vittime del sedicente trader in quanto investitori. C’è chi non ha chiesto la revoca della misura al gip ma giocherà direttamente la carta del tribunale del riesame. I ricorsi dovrebbero essere fissati alla prossima settimana.
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