La caserma Berghinz si mobilita gara di solidarietà per le famiglie

UDINE. Alla caserma Berghinz di Udine è già scattata la corsa alla solidarietà dei colleghi e degli amici di Edi Puzzolo e Antonio Presicce. L’unico pensiero adesso è infatti rivolto alle famiglie dei due sottufficiali. È partita una raccolta fondi e una delegazione della brigata sarà presente per le esequie. I funerali di Puzzolo sono in programma domani alle 10.30 nella chiesa di Majano mentre fino alle 21 di oggi sarà allestita la camera ardente a Venzone da dove alle 10 di domani partirà il corteo funebre. Sempre domani dalle 14 alle 16 sarà possibile portare l’ultimo saluto ad Antonio Presicce nella cappella del cimitero di Venzone dove alle 15 sono attesi i rappresentanti delle forze armate.
Ieri, a conclusione dell’esercitazione “European Wind 2012” che si è svolta ad Artegna, il capo di stato maggiore dell’esercito, Claudio Graziano, ha di nuovo espresso il suo cordoglio per la tragedia: «Voglio esprimere la mia profonda vicinanza alle famiglie dei due militari trovati morti mercoledì, sottufficiali forti, temprati, che trascorrevano le loro ore di libertà in una escursione in montagna. Tutto l’esercito - ha concluso - è molto vicino alle famiglie, espressione di una società forte e coesa». E attorno alle famiglie, insieme a parenti e amici, ieri si sono stretti anche moltissimi colleghi e i rappresentanti del terzo genio guastatori con il comandante della Berghinz, colonnello Francesco Maffei che ha voluto essere presente fin dai primi istanti della ricerca. A Majano Edi Puzzolo era molto conosciuto e stimato; tutti lo ricordano come una brava persona, cortese, disponibile, dedita alla famiglia e ai due figli di 13 e 9 anni che adorava. In tanti dunque in questi giorni hanno testimoniato la loro vicinanza alla moglie Roberta Asquini, dipendente comunale.
Sconvolto anche il quartiere residenziale di via Canada dove Antonio Presicce (Toni per gli amici) abitava insieme alla moglie Sonia Cerioli, originaria di Tarcento, e al figlio 15enne. I vicini quasi li invidiavano tanto erano uniti. Arrivato dal Salento nel 1987, Toni era riuscito subito a farsi ben volere perché oltre a essere una persona molto educata, riservata e generosa aveva anche dei principi profondi. Primo fra tutti la famiglia: Sonia e il figlio - ripeteva spesso - erano il suo «sogno realizzato». L’altro, quello di sistemare la casa dei nonni ereditata a Santa Maria al Bagno, sul mare Jonio, Toni lo stava realizzando insieme alla sua famiglia. Ieri anche i genitori e i fratelli Maria Grazia e Gianlugi si sono messi in viaggio da Lecce per raggiungere Venzone. Chi lo ha conosciuto ricorda anche il carattere solare di Antonio. «Era un padre e un marito esemplare - ha precisato Sonia -, e sapeva dare importanza alle piccole cose, era una persona semplice e di grande valore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








