Inaugurato il centro aggregazione ma per molti è costato troppo

TOLMEZZO. Il nuovo centro di aggregazione di Betania fa ancora molto discutere. Il 12 giugno è stato inaugurato l’oratorio realizzato dalla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù per creare uno spazio di incontro per i giovani e la comunità, piuttosto popolosa di Betania. I lavori sono iniziati nel 2009.
La spesa complessiva è stata di circa 1 milione 300 mila euro, cui si è fatto fronte anche con due finanziamenti regionali e un contributo della Conferenza episcopale italiana grazie all'8 per mille.
L’edificio, di oltre 700 mq, disposto su tre piani con servizi igienici, ha quattro stanze, un salone, altre aree per la comunità, l’ascensore e un appartamento per il parroco.
Vi hanno lavorato tutte imprese tolmezzine, tranne una. Ora mancano, spiega il parroco, don Remigio, solo gli arredi. Resta l’attesa di un campetto di calcio per i ragazzi, che dovrebbe essere affiancato, secondo il parroco, da un campo per pallavolo e pallacanestro.
La realizzazione del centro ha suscitato un vivace dibattito a Betania, tra i residenti, nella consulta frazionale e persino nel consiglio economico della parrocchia da cui nel giugno 2014 si dimisero cinque persone su sette, specie per malumori legati a quell’intervento.
L’opera rimane un tema caldo qui. Al bar un signore definisce la struttura «l’unica cosa buona al momento in loco, con uno scopo preciso di educazione». Un altro è di tutt’altro avviso: dice di non voler aprir bocca per paura di ciò che potrebbe uscirne.
Una signora invece la difende e se la prende con chi ha criticato la mancata realizzazione finora del campetto sportivo. «Stanno ancora lavorando - sostiene - la struttura dentro è bellissima. La stanno ancora finendo. E si pretendeva che ci fosse già il campetto? È assurdo. Lo faranno, ma andava fatto dal Comune, non dalla parrocchia».
La signora ricorda che c’era da tempo l’esigenza di almeno una sala per il catechismo, ma aggiunge che anche lei avrebbe preferito una struttura più sobria, specie di questi tempi e visto l’impiego anche di fondi pubblici. Altre persone sono favorevoli alla struttura, da utilizzare pure per feste, compleanni, per i giovani.
La maggior parte è però critica. C’è chi obietta che a Betania per aggregare era meglio fare aree sportive aperte e non una struttura simile. Per altri, che concordano sull’esigenza di avere almeno una sala nella frazione, andava fatto un edificio più piccolo, più funzionale, meno dispendioso.
C'è chi lo definisce faraonico, chi lo chiama “piccolo stadio Friuli” e chi, ancora, parla di spesa eccessiva e chiede come sarà mantenuto.
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