Il titolare del “Five”: «Le forze dell’ordine facciano più controlli»

Pietro Giangregorio chiede una presenza fissa in discoteca. «Ho le mani legate, come faccio a controllare tutti i clienti?» 

UDINE. Il problema della droga che circola all’interno del suo locale è una questione che non può risolvere da solo. Pietro Giangregorio, titolare della discoteca Five di Tavagnacco lancia un appello e chiede alle forze dell’ordine «di fare più controlli» e di «stazionare davanti al locale» per far desistere chi entra con l’intenzione di spacciare e consumare sostanze stupefacenti.

«Come faccio – si chiede Giangregorio, che gestisce la discoteca assieme al figlio Dario – a combattere questa piaga? La patata bollente non può ricadere soltanto su di me, io collaboro, ma ho bisogno di una presenza costante di polizia e carabinieri. A loro chiedo di fare più controlli, non in borghese, ma proprio in divisa, per far desistere chi ha brutte intenzioni».

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L’idea del titolare è quella di richiedere l’intervento costante delle forze dell’ordine «in orario di apertura del locale» e di fermarsi ogni volta «almeno mezz’ora fuori, davanti al Five», in modo tale che «chi vede l’auto dei Cc o della polizia sia poi indotto, se armato di cattive intenzioni, a proseguire senza entrare», oltre a passaggi frequenti anche nel corso delle nottate.

Il titolare e suo figlio hanno subito collaborato con i carabinieri quando, domenica alle due, è scattato il blitz antidroga che ha consentito di trovare una trentina di dosi – tra cocaina, anfetamine e marijuana – gettate a terra dai giovani nell’intento di disfarsi della “roba”.

Due ragazzi – uno studente di 27 anni e un barista di 36, entrambi di Udine – è scattata anche la denuncia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (avevano con sé 5 dosi di cocaina). Nel locale di via Palladio sono arrivati i militari della stazione di Feletto Umberto, coadiuvati dal Nucleo dell’ispettorato del lavoro e dal Nucleo cinofilo di Torreglia con il supporto di polizia locale e Protezione civile di Tavagnacco: trecento le persone identificate.

«Paghiamo regolarmente le tasse – continua Giangregorio –, ma non possiamo restare soli. Per evitare di servire alcol ai minorenni si può chiedere di esibire il documento d’identità, ma come posso accorgermi di quello che hanno infilato nelle borse o nelle tasche i miei clienti? I problemi – sostiene – vanno presi per tempo a valle, non a monte».

Durante l’ispezione sono emerse altre carenze dal punto di vista amministrativo (riguardanti il sistema di videosorveglianza, l’assenza dell’etilometro obbligatorio per legge e una irregolarità contrattuale non imputabile però al Five) e la proprietà è già al lavoro per l’adempimento delle prescrizioni.

 

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