Omicidio Venier a Gemona: fissata l'udienza per madre e compagna, rischiano l'ergastolo

Il gup Del Torre fissa l'appuntamento in tribunale per l'8 giugno alle 11:45. Le accuse per Lorena Venier e Mailyn Castro Monsalvo sono di omicidio volontario pluriaggravato, vilipendio e occultamento di cadavere

Alessandro Cesare
Alessandro Venier
Alessandro Venier

È stata fissata la prima udienza per l’omicidio di Alessandro Venier, 35 anni, avvenuto la sera del 25 luglio a Gemona del Friuli.

In seguito alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Giorgio Milillo nei confronti delle due imputate, madre e compagna della vittima, Lorena Venier, 62 anni e Mailyn Castro Monsalvo, 31 anni, il gup del tribunale di Udine, Camilla Del Torre, ha comunicato la data dell’udienza preliminare, il prossimo 8 giugno alle 11.45.

 

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Lorena Venier, 62 anni, madre della vittima

Le due imputate, difese dagli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, Francesco De Carlo e Federica Tosel, sono accusate di omicidio volontario pluriaggravato in concorso, vilipendio e occultamento di cadavere. Per la sola Mailyn c’è anche la contestazione di lesioni personali.

Una vicenda destinata a proseguire con un rinvio a giudizio per approdare davanti alla Corte d’assise, formata da due giudici togati e sei giudici popolari.

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Le due donne, rinchiuse nelle carceri di Trieste e Venezia, rischiano una condanna all’ergastolo, con la Procura che gli ha contestato quattro aggravanti.

Si tratta della premeditazione, della presenza in casa nelle ore del delitto di una minore (la figlioletta di pochi mesi di Alessandro e Mailyn), dell’aver ucciso un discendente e un convivente stabile, e dell’aver utilizzato il farmaco Zolpidem.

Il pm ha confermato i ruoli già evidenziati in avvio di indagine nei confronti delle due donne: Mailyn è considerata l’istigatrice e l’autrice materiale del delitto, Lorena l’autrice del fatto e l’organizzatrice. Le due, in concorso tra loro sono accusate di aver ammazzato il 35enne prima stordendolo, poi soffocandolo, infine facendolo a pezzi e occultando i suoi resti.

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