La droga fra i ragazzi: ecco cosa è successo nella maxi-operazione dei carabinieri in discoteca

TAVAGNACCO. Appena hanno visto arrivare i carabinieri hanno gettato le dosi di droga, che avevano nascosto addosso, sul pavimento della discoteca. I militari, infatti, ne hanno trovate una trentina – suddivise tra cocaina, marijuana e anfetamina per un totale di 20 grammi – sparse all’interno del Five a Tavagnacco dove sabato notte, 21 dicembre, è stato eseguito un maxi-controllo.
Per due giovani, uno studente 27enne e un barista 36enne entrambi udinesi, trovati in possesso di cinque dosi di cocaina, è scattata la denuncia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Erano stati visti da alcuni carabinieri – presenti all’interno del locale in borghese – nell’intento di disfarsi della “roba”.
Il blitz
L’operazione, coordinata dal Comando provinciale dei carabinieri di Udine, è scattata alle due. Nel locale di via Palladio sono arrivati i militari della Stazione di Feletto Umberto, coadiuvati dal Nucleo dell’ispettorato del lavoro e dal Nucleo cinofilo di Torreglia con il supporto di polizia locale e Protezione civile di Tavagnacco.
I tanti giovani che affollavano il locale – un numero che rispettava quello previsto dalla capienza massima – sono stati fatti uscire all’esterno. In tutto sono state 300 le persone identificate oltre ai 13 dipendenti. Da parte dei gestori Pietro e il figlio Dario Giangregorio c’è stata la massima collaborazione proprio al fine di facilitare i controlli nella massima sicurezza.
Le irregolarità
Dalle verifiche condotte dal Nucleo dell’ispettorato del lavoro è emerso che una barista a chiamata non era in regola con i contratti. Gli accertamenti da parte dei militari continuano e non è escluso che emergano altre violazioni.
È stato inoltre riscontrato che il sistema di videosorveglianza non era conforme alle normative vigenti: di fatto mancava la certificazione con cui si attestava che l’impianto era stato validato dall’Ispettorato del lavoro. Infine, è stata accertata l’assenza, all’interno del locale, dell’etilometro obbligatorio per legge. Per tutte queste irregolarità scatteranno dunque delle sanzioni amministrative nei confronti dei titolari.
Quella prevista per la mancanza dell’etilometro va dai cinquemila ai ventimila euro: l’impianto, infatti, secondo la normativa deve essere presente per permettere ai clienti di verificare quale sia il loro tasso alcolemico. Il controllo era mirato a far comprendere ai giovani che le istituzioni sono presenti non solo in strada, ma anche all’interno dei locali, con una attività mirata attraverso cui si punta a prevenire e a contrastare l’uso delle sostanze stupefacenti.
Come detto, sono stati una ventina i grammi di sostanze stupefacenti rinvenute: una decina di cocaina, una decina di marijuana e un paio di anfetamina.
Il locale
I gestori che, come hanno confermato le forze dell’ordine, hanno collaborato proprio per facilitare i controlli, si schierano dalla parte delle forze dell’ordine.
«Carabinieri, polizia locale e protezione civile hanno potuto verificare – riferiscono – il rispetto della capienza massima e delle norme relative al personale di sicurezza del locale, nonché la regolarità dei contratti applicati al personale dipendente, con la sola eccezione di una barista assunta dalla società organizzatrice dell’evento e non direttamente dalla proprietà del Five».
«La società proprietaria è dispiaciuta – continuano Pietro e Dario Giangregorio – del fatto che siano state trovate sostanze stupefacenti all’interno del locale a dispetto dei controlli effettuati all’ingresso. Condividiamo, dunque, l’attività di prevenzione e repressione del consumo di droghe.
Il Five, che ha collaborato attivamente ai controlli, ringrazia le forze dell’ordine per le modalità con cui è stata effettuata l’ispezione». In quanto alle carenze riscontrate dal punto di vista amministrativo, la proprietà è già al lavoro per adempiere al più presto alle prescrizioni. —
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