«Hypo Bank Italia non sta morendo»

La direzione sulla ventilata chiusura: «Nessuna decisione è stata presa». Serracchiani convoca vertici e sindacati

UDINE. Il futuro di Hypo Bank Italia, il futuro di Tavagnacco, resta in forse: nonostante le rassicurazioni della direzione locale («nulla è stato deciso») la banca è schiacciata tra le richieste dell’Unione europea alla casa madre («tagliate») e l’assoluta assenza di attrattività del sistema-Italia: nessuno investe in aziende tricolore, anche se, come nel caso di Hypo Bank Italia, si tratta di spa con le carte in regola per operare, crescere e fare utili.

In questo quadro soltanto il governo italiano può salvare la banca di Tavagnacco: poco può la Regione Fvg, e nulla può la Carinzia, fuori dai giochi da almeno cinque anni. La questione si gioca ad un livello più alto: l’Unione europea contro il governo austriaco, contro la Hypo Bank Alpe Adria accusata di aver abusato in aiuti di Stato, più di 4 miliardi concessi in cambio di un progetto di riprivatizzazione. Progetto che adesso, secondo il governo austriaco, starebbe in piedi soltanto chiudendo Hypo Italia, visto che venderla sembra impossibile. Visto che è l’unica che si può sacrificare: è impensabile chiudere le Hypo dell’Est, di Slovenia e Croazia per esempio, perchè in quei Paesi sono il primo o il secondo maggior istituto di credito.

Ecco perchè il ruolo del nostro governo diventa decisivo e forse anche l’esperienza europarlamentare della presidente Debora Serracchiani che ha deciso di convocare, già entro la settimana, un tavolo di confronto con i rappresentanti dell’istituto di credito e dei lavoratori: «È interesse di tutti fare chiarezza il prima possibile, in modo da essere attrezzati per qualunque sviluppo: stiamo parlando di centinaia di posti di lavoro in regione, e non intendiamo trascurare nessuna azione a loro sostegno».

Nel frattempo la banca butta acqua sul fuoco. «È vero siamo nel mezzo di una disputa geopolitica, ma non stiamo morendo. Non chiudiamo», spiega l’ad Lorenzo Snaidero. «In queste ore abbiamo aperto a Brescia e la crescita, soprattutto fra Veneto e Lombardia, continua. La banca e tutti i suoi dipendenti lavorano perchè l’istituto possa essere d’interesse per qualche operatore bancario».

«È in corso un confronto tra il governo della Repubblica d’Austria e la Commissione europea sul piano che prevede la riorganizzazione e vendita del gruppo Hypo Alpe Adria – aggiunge la direzione Italia in una nota –. Non è stato adottato alcun piano finale e nessuna decisione è finora stata assunta nè dall’Unione europea, né dalla Repubblica d’Austria e né dal Hypo Group Alpe Adria. La dismissione dell’attività bancaria dell’istituto italiano è soltanto un’ipotesi all’interno del confronto in corso tra la Repubblica d’Austria e la Commissione europea.

Seppur sia uno scenario tecnicamente possibile – prosegue la nota della direzione –, rappresenta certamente una “extrema ratio” rispetto all’intenzione del socio Hypo Group di voler garantire continuità all’istituto attraverso la sua riorganizzazione e vendita. Dopo la fase di spin-off dei “crediti incagliati” in Hypo Leasing, già a suo tempo realizzata, e quella di riorganizzazione della banca, appena conclusa, le prospettive commerciali dell’istituto, presente in tutto il Nord Italia, sono potenzialmente adeguate al mercato locale. Rispetto allo scenario iniziale, però, la situazione macroeconomica dell’Italia è andata peggiorando e questo ha penalizzato il rapido esito del processo di vendita di Hypo Alpe Adria Bank Spa.

È confermata l’intenzione della holding di gruppo di garantire alla propria controllata italiana una strategia positiva, indipendentemente dalle decisioni che potranno essere assunte dalla Commissione europea e dalla Repubblica d’Austria. In chiave locale, la presenza della direzione generale in Friuli rappresenta un valore importante per il territorio – conclude la nota –; l’auspicio è che tutte le istituzioni a vario titolo coinvolte possano dare il proprio contributo alla positiva soluzione della questione».

Preoccupati anche i rappresentanti dei lavoratori: «Hypo Bank Italia quasi morta? In attesa di notizie ufficiali, che purtroppo mai nella storia delle relazioni industriali sono state riferite al sindacato italiano direttamente da rappresentanti della proprietà austriaca, pare proprio che al nostro Paese sia destinato l’intervento più drastico, che potrebbe comportare la perdita di circa 370 posti di lavoro (290 di Hypo Bank e 80 di Hypo Leasing Italia). A più riprese, fra cui l’ultima volta la settimana scorsa, il sindacato ha richiesto alla proprietà urgentemente un incontro per conoscere le strategie del Gruppo Hypo in Italia ed i conseguenti impatti occupazionali, purtroppo senza esito.

Ora se confermate le indiscrezioni giornalistiche si confermerebbe la premeditazione di un piano di sacrificio per l’Italia. Da oltre due anni la controllata italiana subisce ridimensionamenti e scelte strategiche d’investimento incomprensibili e incompatibili con il contesto di mercato. Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl-Fisac/Cgil e Uilca, esprimono una forte condanna sull’operato del top management».

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