Grado scioglie il voto a Maria, migliaia di persone si sono ritrovate sui moli per la cerimonia

La città ha rinnovato l’antica tradizione della processione a Barbana, attraversando la laguna. Al Perdòn, l’arcivescovo Redaelli, prossimo a  ricoprire il ruolo di segretario in Vaticano, ha salutato i fedeli

Antonio Boemo

La gente di Grado ha sciolto per la 789esima volta il voto di ringraziamento alla Incoronata Vergine di Barbana, alla quale si affidò all’epoca per essere salvata dalla pestilenza.

È il Perdòn, voto che è una sentita tradizione di fede che rivive puntualmente e ininterrottamente (seppur in forma ridotta anche durante le guerre) grazie alla fattiva partecipazione di tante persone. Una tradizione di fede che si può rappresentare come una grande barca con all’interno una intera comunità, che in questo caso voga in perfetta sintonia, tutta assieme.

Per organizzare il Perdòn, oltre alla parrocchia e al Comune, si muovono diverse associazioni locali con in testa i Portatori della Madonna e la Cooperativa Pescatori.

Il corteo

Il lungo, imbandierato corteo di barche che si è snodato per i canali della laguna n’è una dimostrazione. Tutto è iniziato in basilica con la messa, poi la processione fino in porto per imbarcare la Madonna degli Angeli sulla Regina del Mare, la barca ammiraglia.

Gli ormeggi sono stati mollati al grido «In nome de Dio, avanti!», con migliaia di persone accalcate lungo i moli. Tante anche sul ponte girevole, aperto per far transitare il corteo interrompendo il traffico veicolare da e per la Bassa, tanto che lungo la translagunare s’è formata una coda di più di qualche chilometro.

Poi il viaggio è proseguito lungo un canale con una incredibile bassa marea. Fortunatamente nel punto più basso, proprio verso l’isola-santuario nelle giornate precedenti la Regione ha fatto dragare i fanghi, tanto che non c’è stato alcun problema di transito.

La celebrazione

La messa votiva è stata presieduta dall’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, che nell’omelia ha espresso la speranza della pace in Terra Santa per poi addentrarsi a riflettere sul Vangelo che non promette una vita senza fatiche, ma assicura la presenza di Gesù nelle sfide quotidiane.

Ha poi collegato il discorso a Maria che incarna la stessa umiltà e servizio, riconoscendo che tutto ciò che abbiamo è dono di Dio, invitando a chiedere grazia attraverso l’intercessione della Vergine, per imparare a vivere come Cristo e a riconoscere la bellezza del Vangelo, sostenuti dalla presenza materna.

La cerimonia religiosa a Barbana è stata seguita da un migliaio di persone (un po’ meno rispetto allo scorso anno, probabilmente causa il caldo). Tra queste tante autorità con in testa il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto, che prima della benedizione e prima della consegna dell’obolo della comunità gradese al priore di Barbana, dom Angelo Alves de Oliveira, ha tenuto un intervento che si può dividere in due parti.

Le parole del sindaco

«La processione verso il Santuario di Barbana», ha detto inizialmente, «è un gesto di devozione, è la memoria viva di chi siamo, la conferma di un patto stipulato secoli fa fra questa città e il mare, tra questa gente e la fede». E ha aggiunto: «Il Perdòn de Barbana non è solo un fatto religioso: è un fatto civile, nel senso più nobile del termine. È la città che si raccoglie, che si riconosce, che si dà forma visibile. La stessa laguna che divide e unisce, che separa e abbraccia».

La seconda parte è stata l’occasione per salutare l’arcivescovo, prossimo a diventare segretario del Dicastero per il clero della Santa Sede, al quale ha donato una medaglia ricordo di Grado realizzata su disegno dell’artista Dino Facchinetti.

 

Monsignor Redaelli non ha potuto che intervenire: «Quando a Roma mi chiedono da che diocesi provengo, rispondo da quel posto dove hanno fatto quel bellissimo presepe per piazza San Pietro, che Grado ha saputo fare due anni fa».

 

La riflessione

In un altro passaggio ha ricordato come anni fa, all’allora parroco don Armando Zorzin ha posto una domanda: «Il Perdòn è una cosa folkloristica o di fede? Si tratta di fede». Prima della chiusura ha preso la parola per illustrare alcune novità future anche il rettore di Barbana, don Sinuhe Marotta.

Settimana del Perdòn de Barbana: il rito parte dalla Vergine
La statua della Madonna che sarà portata da Grado a Barbana

Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri il prefetto di Gorizia Ester Fedullo, l’europarlamentare Anna Cisint, l’assessore regionale Alessia Rosolen, il portavoce del presidente della Regione, Edoardo Petiziol, il consigliere regionale Diego Bernardis, il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino e il vicesindaco di Trieste Serena Tonel. Oltre ai comandanti provinciali e locali di Circomare, carabinieri e polizia di Stato.

La conclusione

Concluso il momento di fraternità nell’ampio parco dove erano allestiti due banchetti con la distribuzione di assaggi enogastronomici, frutto del lavoro dei donatori di sangue e della Git. Il corteo di barche, guidato dal parroco arciprete monsignor Paolo Nutarelli, è rientrato quindi a Grado. Dal porto si è riformata la processione fino in basilica, dove la cerimonia si è conclusa con il Te Deum di ringraziamento.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto