Fresco di stampa, una notte in rotativa dove nasce il Messaggero Veneto

Prima visita guidata al centro stampa del quotidiano, tenuta a "battessimo" dal direttore Tommaso Cerno e dal delegato Fabiano Begal all’interno delle iniziative per i 70 anni del giornale
Bumbaca Gorizia 21.05.2016 Lettori Messaggerio Veneto al Centro stampa © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21.05.2016 Lettori Messaggerio Veneto al Centro stampa © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. L’abitudine di andare in edicola la mattina e pagare quell’euro e venti per il quotidiano sembra ormai relegata al passato, soprattutto per i giovani. Il fascino della carta stampata, però, è duro a morire, soprattutto se si guarda oltre quell’insieme di fogli uniti pieni di notizie. Ecco allora che il Messaggero Veneto ha "soffiato" sulla curiosità dei propri lettori di scoprire cosa si nasconde dietro al prodotto finito, portandoli nel posto meno conosciuto della filiera: la stamperia di via Gregorcic, a Gorizia.

Unico centro di stampa in regione da qualche anno sia per il quotidiano udinese che per il Piccolo, fino a ieri notte non erano mai state organizzate visite guidate durate la fase di stampa. Prima volta che è stata tenuta a "battessimo" dal direttore Tommaso Cerno e dal delegato Fabiano Begal, con un nutrito gruppo che ha risposto positivamente al nostro invito, all’interno delle iniziative per i 70 anni del giornale. All’appuntamento fissato per le 23.45 sono accorsi così una ventina di persone, arrivando perfino da Trieste.

Una notte in rotativa: ecco come viene stampato il Messaggero Veneto

Prima di partire per il "tour", il drettore ha raccontato cosa accde prima che il giornale vada in stampa: dalla riunione mattutina di redazione fino alla spartizione di spazi e articoli ai vari redattori, che dalla riunione del pomeriggio non cambieranno più tema.

Salvo, ovviamente, eventi eccezionali dell’ultima ora che possano stravolgere l’ordine d’importanza delle notizie ma, come ha sottolineato Begal, normalmente le notizie da riportare il giorno dopo sono già decise dopo pranzo. E importantissimo è anche il dialogo tra le parti differenti della redazione: se compaiono titoli simili in pagine vicine, infatti, è un problema che i lettori non faticano a notare.

Tutto questo, comunque, si svolge in quel di viale Palmanova a Udine. A Gorizia, invece, si parte dal deposito dove vengono conservati enormi cilindri di carta: 20km per ogni bobina, fino a 2 tonnellate l’una, di cui 300km servono per stampare ogni sera i quotidiani che poi saranno venduti in edicola. Lasciati questi colossi, composti in gran parte da carta riciclata, il gruppo si è spostato quindi nella sala dove vengono "assemblate" le pagine, attraverso particolari lastre che, attraverso un complesso sistema che compone testi, immagini e colori, danno inizio al processo che terminerà con la stampa del quotidiano.

Il meccanismo che da qui parte arriva quindi a delle enormi "stampati", macchinari sigillati per garantire la sicurezza maggiore possibile (lo stabilimento goriziano è uno tra quelli con meno infortuni sul lavoro del gruppo Finegil) che, a 40mila copie all’ora, stamperanno quindi le copie. Attraverso quindi a un ulteriore sistema che taglia le pagine e mette insieme i fogli, nascosto all’occhio dei visitatori, si arriva infine a delle pinze che trasportano i gornali destinati ad essere spediti in tutta il Friuli Venezia Giulia e oltre.

Il tema della distribuzione è un altro aspetto molto interessante della filiera: separati dai quotidiani pronti per i furgoncini che viaggeranno per i paesi e città localli sono quelli per gli abbonati, che viaggeranno invece con le Poste. Arrivati quindi al termine del tour, ai fortunati partecipanti di questa prima volta all’interno dello stabilimento isontino sono state donate le copie del giornale appena "sfornato": le notizie del giorno dopo...e già vecchie, nel mondo dell’eterna connessione, ma ugualmente.

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