Emergenza immigrazione, ecco il “nuovo” confine tra barriere e container

L’Austria da aprile ripristinerà i controlli alle frontiere di Tirolo e Carinzia. Anche a Tarvisio ritornano doganieri, ispezioni e limitazioni ai movimenti

UDINE. Gli occhi dell’Europa, e del Governo italiano, sono puntati sul Brennero – valico eretto a simbolo degli accordi di Schengen e dell’ideale “unificazione” di Paesi latini e mondo germanico –, ma il ripristino dei controlli ai confini deciso dall’esecutivo di Vienna, e che dovrebbero scattare ad aprile, non riguarderà soltanto il Tirolo, ma anche la Carinzia e quindi, di rimando, la frontiera italiana che si appoggia sul Tarvisiano.

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Non sarà un vero e proprio ritorno all’antico, con carte d’identità da sfoderare per tutti e verifiche sui veicoli come quando da quelle parti si pagava in scellini e non in euro, ma dando un’occhiata ai protocolli di controllo presentati dalla polizia tirolese alla controparte altoatesina – e che con ogni probabilità varranno anche in Friuli – al confine di Tarvisio la situazione, così come la conosciamo da una dozzina d’anni a questa parte, è destinata comunque a mutare radicalmente.

L’intenzione del Governo austriaco è quella di inviare in Tirolo un gruppetto di 100 doganieri e, da quello che filtra, altrettanti saranno a disposizione delle forze dell’ordine carinziane per monitorare i due accessi di Coccau tramite i quali si accede in Austria dal versante friulano: il primo direttamente attraverso l’autostrada e il secondo lungo la statale 13.

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Sul transito di persone e merci sono previsti controlli a vista – come già ora vengono effettuati ai confini austro-tedeschi di Kufstein e Salisburgo –, mentre soltanto i veicoli che le forze di polizia decideranno di sottoporre a un’ispezione più accurata saranno condotti in un’apposita area di sosta.

Per consentire i controlli a vista, nelle aree di retrovalico sarà introdotto il limite di velocità dei 30 chilometri orari. Riguardo ai controlli del traffico ferroviario, la polizia austriaca auspica la possibilità di verifiche ben prima del confine anche da parte delle forze dell’ordine italiane per ridurre l’impatto una volta superata la frontiera.

Al Brennero e in Carinzia, sul versante austriaco, sarà allestito un centro di registrazione, cioè il punto nel quale le autorità di Vienna verificheranno quali migranti potranno richiedere asilo all’Austria, quali ricadono nel contingente per la prosecuzione del viaggio verso la Germania (3 mila 200 al giorno) e quali invece devono essere rimandati in Italia.

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Tarvisio 15 Dicembre 2015 controlli polizia con supporto esercito Copyright Petrussi Foto Press / Bressanutti

Attenzione, però, perchè i nuovi limiti valgono per l’intero territorio austriaco e quindi sarà necessario un controllo incrociato ai valichi italiani e sloveni per verificare che il totale degli arrivi non superi le quote stabilite da Vienna.

E se al momento non si parla in alcun modo di muri o recinzioni di filo spinato, al Brennero è già prevista – e nel Tarvisiano è molto probabile – l’installazione di una serie di container e di barriere, come quelle già presenti al confine con la Slovenia di Spielfeld per indirizzare i profughi nelle direzioni volute dalle autorità ed effettuare i controlli senza la possibilità che qualcuno sia in grado di eluderli.

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