Approvato il piano della giunta sui migranti, Romoli si dissocia: ignorate le città più esposte

Udine, il piano immigrazione 2016 incassa il parere favorevole del Consiglio delle autonomie

UDINE. Il piano immigrazione 2016 incassa il parere favorevole del Consiglio delle autonomie. Cinque le astensioni, dieci i voti a favore. Meno quello del suo presidente.

Ettore Romoli, sindaco di Gorizia ed esponente del centrodestra, ha detto “no” al piano in attesa che si materializzi un riconoscimento finanziario per i Comuni al fronte, come il suo, nella gestione dell’emergenza profughi.

Il piano immigrazione ricalca in sostanza le strategie perseguite nel corso degli ultimi anni dalla giunta regionale. Si rivolge anzitutto agli immigrati regolarmente presenti in Friuli Venezia Giulia, 107 mila 579 (il dato è aggiornato a fine 2015) e si propone di continuare sulla strada di azioni consolidate quali l’alfabetizzazione di adulti e minori, l’integrazione scolastica, la formazione, il supporto e i servizi.

E ancora la mediazione linguistica e l’inserimento abitativo, attività quest’ultima «destinata al 50 per cento a cittadini italiani» ha rilevato ieri l'assessore regionale all’Immigrazione Gianni Torrenti sottolineando come il fenomeno dell’immigrazione in Friuli Venezia Giulia si sia stabilizzato.

I dati citati dall’assessore dimostrano come dal 2011 a oggi la popolazione straniera residente in regione sia stabile attorno al 9 per cento di quella complessiva. Quanto ai richiedenti asilo, Torrenti al Consiglio delle autonomie ha evidenziato l’efficacia del progetto per i lavori socialmente utili che fin qui ha visto coinvolte mille 600 persone.

Ed è a proposito dei richiedenti asilo che come accennato si è consumata la frattura in seno al consiglio degli amministratori locali ieri. Il presidente Romoli ha fatto pollice verso non tanto per i contenuti del piano in sé, bensì per il mancato riconoscimento finanziario della Regione nei confronti dei Comuni che più si stanno facendo carico dell’emergenza profughi.

Per quegli enti locali Romoli ha chiesto alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, di attuare un meccanismo di premialità che a oggi resta però lettera morta. Da qui il voto contrario.

«Nella riunione di venerdì scorso a Trieste - ha spiegato il primo cittadino di Gorizia - ho chiesto alla presidente della Regione che sia garantito un meccanismo di premialità per i Comuni che ospitano più richiedenti asilo di quelli previsti dal piano Torrenti». Come il suo.

«A Gorizia dovremmo averne 70 e invece oggi ne ospitiamo poco meno di 200, ma in certi periodi siamo arrivati anche a 350 con grosse difficoltà dal punto di vista dell’accoglienza. Si faccia quindi una media trimestrale e la Regione, attraverso il fondo di perequazione, trovi il modo per premiare lo sforzo di questi enti.

Non sono contro la norma - ha quindi ribadito Romoli -, sono anzi perché sia attuata, ma attendo un riscontro a questa richiesta. Solo allora il mio voto si trasformerà, come sempre, da negativo in positivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:immigrazione

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto