«Lei non sa chi sono io»: assolto titolare di una discoteca a Lignano

Durante un intervento nel locale, l’uomo si era rivolto ai carabinieri con frasi come «Dovete fare quello che dico io»: è stato assolto dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale «perché il fatto non sussiste»

Alessandro Cesare
La decisione è stata presa nell’udienza preliminare del tribunale di Udine
La decisione è stata presa nell’udienza preliminare del tribunale di Udine

Era stato avvisato dal suo staff che un ragazzo marocchino si rifiutava di pagare il conto, con il sospetto che avesse un coltello nelle tasche e che fosse pronto a utilizzarlo. Per questo aveva avvisato il 112, con l’arrivo sul posto, nella discoteca Cà Margherita di Lignano, di una pattuglia dei carabinieri.

Stigmatizzando il comportamento tenuto dai militari dell’Arma durante l’intervento, però, a essere denunciato e segnalato alla Procura fu il titolare del locale, Riccardo Badolato, 50 anni.

Il giudice del tribunale di Udine Carla Missera, l’ha assolto dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale con formula piena, «perché il fatto non sussiste». L’uomo era difeso da Gabriele Peressoni.

Il fatto risale al 25 agosto 2024. Nell’attesa dell’arrivo dei carabinieri il marocchino venne immobilizzato dal servizio di sicurezza. In seguito venne rilasciato con i militari che chiesero i documenti al titolare e uno dei buttafuori. Un comportamento che provocò la reazione di Badolato: «Voi dovreste essere dalla mia parte», disse all’indirizzo dei carabinieri: «Voi non sapete chi sono io, siete a casa mia e dovete tutelarmi. Dovete fare quello che ti dico io».

Frasi costate un processo a Badolato, chiusosi con l’assoluzione.—

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