Cartelli sui profughi nei parchi Militanti di Casapound “assolti”
Tornano in consiglio i cartelli di Casapound, ma quelli messi nei parchi nel luglio 2017 (con scritte rivolte ai richiedenti asilo), già finiti al centro di una precedente interrogazione. E, con i referenti del movimento di destra seduti tra il pubblico, l’assessore alla sicurezza Emanuele Loperfido spiega che l’autore materiale del gesto non è stato individuato, ma che è stato avviato il procedimento sanzionatorio – per i cartelli abusivi – nei confronti dell’ “obbligato in solido”, che altro non è che il referente del partito. Quello che l’assessore non dirà durante la discussione, accesa, è che il nuovo regolamento di polizia locale ha consentito una svolta: il coordinatore del movimento è stato convocato dalla polizia municipale (in base all’articolo 3) e in quell’occasione il movimento è stato diffidato dal compiere altri atti di questo tipo.
Ma la discussione in consiglio non è stata certo tranquilla. L’assessore Loperfido nel ringraziare la minoranza per l’interrogazione ha sottolineato con sarcasmo «il senso civico dei consiglieri nel verificare quello che accade». Rispetto alla richiesta dell’azione portata avanti dalla Questura ha aggiunto: «Peccato che non abbiate dimostrato lo stesso senso civico nei confronti delle scritte, anche quelle di chiara matrice (anarchica, ndr) che hanno rovinato il murales nato con funzione sociale a Villanova e ripulito da noi». «Non sta rispondendo, non dice a chi va la sanzione», hanno incalzato Fausto Tomasello e Daniela Giust (Pd).
Poi tocca al progetto sul bullismo omofobico alla scuola Lozer di Torre. Il sindaco chiarisce a Giust che le sue dichiarazioni a mezzo stampa sono state personali e senza aver visto il progetto, che successivamente ha raccolto informazioni dai genitori. Poi elenca i vari progetti messi in atto dal Comune per contrastare il bullismo. «Apprendiamo che non c’è stata la volontà di condizionare l’autonomia scolastica», ha replicato Giust auspicando, ancora una volta, che l’amministrazione porti in commissione quello che sta facendo nel campo delle politiche giovanili. Il consigliere Massimo Drigo, in quanto vicepresidente del consiglio di istituto della Lozer, si offre di portare la versione delle famiglie rispetto alla polemica che innescò l’interrogazione. In aula la discussione si chiude così. «I timori dei genitori della Lozer – ha spiegato il consigliere a margine della seduta – sono nati per come è stato gestito e realizzato il progetto, con assenza di insegnanti durante gli incontri. I genitori erano preoccupati non per l’argomento, pur ritenendo che vada trattato in età superiore ai 13 anni, ma per come è stato trattato, al di là degli encomi che l’associazione organizzatrice (Arcigay, ndr) ha ottenuto». –
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