L'azienda sanitaria: "Quel gel non va bene". Ma la dirigente si sfoga: "È quello mandato dal commissario Arcuri"

Inutile, ai fini della prevenzione, la soluzione disinfettante dell’istituto

FIUMICELLO. Il caso di una positività alla scuola primaria “Giuseppe Garibaldi” di Fiumicello sembra stia andando di là della semplice evenienza di un bambino contagiato. Dopo le polemiche su assembramenti, mascherine e tipologie di banchi, ora gli occhi sono puntati sul dispositivo chimico che forse più di ogni altro dovrebbe preservare e garantire dai rischi del Covid-19: il gel igienizzante.

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Nella giornata di sabato, dopo che uno studente di Fiumicello è risultato positivo, subito sono scattate le misure di sanificazione degli ambienti e sono stati predisposti i tamponi per tutti gli altri bambini e per i docenti venuti a contatto con l’allievo. Ma proprio durante il sopralluogo da parte delle autorità sanitarie all’interno del plesso scolastico, un’amara sorpresa che ha lasciato perplessa la dirigente scolastica professoressa Alessia Cicconi e che apre una problematica che va ben al di là dei casi che si sono verificati all’interno delle scuole del Friuli Venezia Giulia. Il gel igienizzante per le mani non sarebbe a norma o quantomeno conterrebbe ingredienti assolutamente non efficaci per prevenire contagio uccidendo il virus.

«A seguito di un caso di Covid nella mia scuola ho ricevuto un sopralluogo del Dipartimento di prevenzione che mi ha verbalizzato che il gel non ha attività virucida e quindi non ha nessuna azione anti Covid – ha affermato in un post la dirigente – peccato che sia il gel che mi ha inviato il commissario straordinario Arcuri».

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Bonaventura Monfalcone-15.09.2020 Tamponi per i ragazzi del Liceo scientifico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura


Affermazioni che sembrano aprire un nuovo ed ennesimo caso di scontro tra l’ambito regionale e quello nazionale, un fronte molto caldo con il quale i cittadini hanno spesso imparato a convivere, visti gli sviluppi normativi che spesso hanno caratterizzato l’evolvere della pandemia. Va detto che, nel momento in cui si verifica una positività all’interno di una scuola, il Dipartimento di prevenzione interviene sia per verificare il rispetto delle procedure sia per il tracciamento dei contatti e disporre le quarantene. Nel caso in questione è stato verbalizzato che il gel presente nell’istituto non aveva le caratteristiche previste dai Dpcm. Il compito del Dipartimento dell’Azienda si ferma qui. Sarà la scuola (o le scuole, se il caso gel dovesse essere più esteso del singolo istituto di Fiumicello) a doversi rivolgere al Miur per chiarimenti. Ieri, alla richiesta di lumi da parte della direzione scolastica Fvg, il Miur avrebbe risposto: «Gel tutto regolare, conferma del ministero della Salute».

Intanto oggi riapriranno regolarmente le porte della scuola primaria, e tutti gli allievi torneranno in aula, ad eccezione di una classe, quella frequentata dallo studente positivo, che sarà interamente sottoposta al tampone così come i docenti che seguono il gruppo.



La sindaca Laura Sgubin rimarca la tempestività e la collaborazione con cui si è agito. «La cosa importante da dire è che le istituzioni in questo momento delicato lavorano assieme 24 ore su 24 e si mettono a disposizione vicendevolmente – dichiara –. C’è stato un tempestivo raccordo in questo che per noi è il primo caso e ci auguriamo che possa rimanere l’unico». Rispetto alla questione gel, attesi per oggi ulteriori sviluppi.

Sintetico il commento del vicesindaco della cittadina della Bassa orientale Marco Fernetti: «Ringrazio la ditta che ha potuto garantire in tempi rapidi e certi la sanificazione dell’intero edificio, permettendo ad insegnanti e studenti, di ritornare in classe il prima possibile».

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