Emergenza contagi, pronti i tre Piani delle Aziende sanitarie

Sono gli strumenti organizzativi con i quali affrontare l’aggravarsi dell’epidemia. Saranno tre le terapie intensive di riferimento. Rafforzata l’assistenza territoriale

UDINE. È stato uno degli elementi di forza con cui il Friuli Venezia Giulia ha gestito l’emergenza Covid-19, ovvero l’aver risposto come «un sistema unico regionale». In questa seconda fase, con l’incognita di una recrudescenza della pandemia, la sanità Fvg risponde ancora come un sistema unico, sia pure declinato in tre piani operativi aziendali, uno per ogni area vasta: udinese, giuliano-isontina, pordenonese, presentati sabato 26 settembre nel corso di altrettante conferenze stampa dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi e dei direttori generali Antonio Poggiana (AsuGi), Massimo Braganti (AsuFc), e il direttore sanitario Michele Chittaro (AsFo), insieme alla direttrice centrale della Salute Gianna Zamaro.

Il contesto

I dati sanitari presentati da Zamaro, aggiornati al 21 settembre, forniscono informazioni sul trend dell’evoluzione dell’epidemia in regione, sostenuta da una capacità di diagnosi superiore alla media nazionale e a molte delle altre regioni italiane. I dati evidenziano come l’età mediana dei contagi si stia alzando, la media è ora 54 anni: la letalità grezza è dell’8% a fronte del dato medio nazionale dell’11,9%. L’incidenza dei casi Covid-19 è di 3,6 ogni mille abitanti, a fronte del 5 su mille nazionale, e di oltre il 10 nella Provincia di Trento, in Lombardia e Valle d’Aosta. Significativa la percentuale di tamponi effettuati ogni mille abitanti, 315, dato che pone la regione al terzo posto in Italia, e al quinto posto per numero di persone testate ogni 1000 residenti (142). La domanda di cure specialistiche, in terapia intensiva o in altri reparti, sta leggermente aumentando nelle ultime settimane, anche se si attesta su valori considerevolmente più bassi rispetto all’inizio dell’epidemia.

I casi

In maggioranza i casi di Covid-19 diagnosticati nelle ultime settimane sono autoctoni. Superata quindi la fase in cui i contagiati provenivano prevalentemente da fuori, da viaggi all’estero, dai rientri dalle vacanze o da migranti. In aumento i casi sintomatici, rispetto ai mesi di luglio e agosto in cui la maggioranza dei positivi non presentava alcun sintomo. Alla luce dell’andamento dei ricoveri, in aumento, «possiamo attenderci un ulteriore incremento? - si è chiesto l’assessore - Ovviamente è possibile, per evitarlo stiamo portando avanti un lavoro di sorveglianza sanitaria importante e siamo pronti ad affrontare la situazione». Con quali modalità lo hanno dettagliato i direttori generali che hanno elaborato specifici piani che entreranno in funzione nel momento in cui la situazione lo richiederà, e a seconda del genere di “allarme” che scatterà.

Terapie intensiva

Ovviamente gli ospedali Hub, Udine, Trieste e Pordenone, sono pronti ad incrementare i posti letto di terapia intensiva, se fosse necessario. Ma diversamente dalla prima fase in cui Udine ha svolto un ruolo di riferimento regionale, in presenza di una seconda ondata ogni struttura si attrezzerà a rispondere alle esigenze del proprio territorio di riferimento, potendo però contare su quel «sistema unico regionale» già sperimentato. Diversamente dalla prima fase, c’è un sistema territoriale «attrezzato» a gestire i pazienti Covid-19 che non richiedono il ricovero, anche grazie al Piano territoriale già predisposto e approvato dalla giunta regionale (oggi in attesa dell’ok dal ministero della Salute che invece ha già approvato quello ospedaliero). Entrambi i Piani potranno beneficiare di finanziamenti nazionali riservati. Ancora da completare la parte che prevede l’individuazione di «strutture di isolamento» per quelle persone che ne hanno necessità ma non possono farlo a domicilio.

Influenza

Virus diversi patologie simili, una però prevenibile con il vaccino. Anche dell’antinfluenzale ha parlato Riccardi in conferenza stampa confermando come la Regione «sia in attesa di ricevere i medicinali richiesti, in quantità sensibilmente più elevata rispetto agli anni passati» ha sottolineato. Non solo, «il Fvg si è mosso con grande anticipo - ha proseguito l’assessore e oggi abbiamo messo a disposizione l’1,5% della nostra quota ad altre Regioni». Apprezzamento da Riccardi a Confindustria per l’iniziativa di portare la vaccinazione antinfluenzale nelle fabbriche, anche se quest’anno la domanda rischia di essere superiore all’offerta.

Pandemia

«Stiamo fronteggiando un’epidemia che colpisce il mondo - ha rimarcato Riccardi -, per questo mi stupisco quando qualcuno che fa un altro mestiere si sente in grado di dire ai professionisti che cosa fare. Io mi prendo la responsabilità di fare in modo che, con le indicazioni dei professionisti, si possa mettere in sicurezza il sistema e si possano dare risposte di salute ai cittadini».—

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Nel caso di una recrudescenza attiveremo il reparto Covid nella torre medica dell'ospedale di Cattinara, per un massimo di 10 posti letto in una fase di ripresa dei contagi e massimo 20 in fase pandemica, con percorsi nettamente differenziati e distinti da quelli del resto del nosocomio».

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